martedì 3 novembre 2009

All'Amore Infinito e a quella nostalgia di CASA che a volte mi prende il cuore.

Si, mi ci è voluto un po' prima di riuscire a scrivere, ma,come sempre, scrivere per me è terapeutico, quindi sapevo già, sin dall'inizio, che non avrei potuto fare diversamente.
Il mio rapporto con la morte.
Il mio rapporto con la vita.
Questi giorni, in cui non ho fatto altro che augurare a tutti tante belle cose...  e, inesorabilmente, mi accorgo che,l'augurarle agli altri,era un modo per dirle anche a me stessa. Questi fatidici primi due giorni di novembre...

"Tornare a casa" è la definizione che ho ascoltato, durante una celebrazione di commemorazione dei defunti,  che riguarda il verbo morire ed ascoltarla, così, in un momento forse particolare, ha risvegliato dal torpore quelle sensazioni che, almeno una volta la settimana, durante la messa domenicale, si affacciano nel mio cuore e chiedono con insistenza di essere ascoltate. -"Ricordati dei nostri fratelli che si sono addormentati nella speranza della Risurrezione"-

La morte, questa sconosciuta vecchia conoscenza, questa detestata parola che mi ha spogliata così presto e repentinamente di affetti essenziali, che odio con tutte le mie forze e alla quale sono condannata da quando ho visto luce, come tutti gli esseri viventi.

Quante domande scivolano fuori per restare impigliate nel nodo in gola....

E allora mi viene da pensare all'Amore Infinito e a quella nostaglia di "casa" che a volte mi prende il cuore e lo porta a spasso tra dubbi, incertezze, ripensamenti.
Noi, che "siamo della luce" , portiamo davvero luce?

Desidero che l'uomo vecchio,o nel mio caso la donna, lasci il posto all'uomo nuovo, .... ma a volte manco di coraggio.

E, a braccia aperte come le Tue, vorrei poter sussurrare con totale abbandono: "Tu  e soltanto Tu fai nuove tutte le cose", poiche' mi è stato detto: " E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». ".


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