domenica 6 dicembre 2009

Innamoramento e Amore.

Ieri sono andata al lavoro in bicicletta. Quando il tempo lo permette, mi piace andarci in bici. Adoro questo mezzo che, oltre a tutte le importanti ragioni ecologiche, mi permette di avere un'altra visione del tempo e dello spazio e di godere di una sferzata di energia, prima di arrivare-anche se solitamente in ritardo, quindi di corsa, dovrebbe essere il contrario-  e meno arrabbiature, visto l'intasamento continuo della via principale tra sbocchi di tangenziale, entrata dell'unica scuola a tempo pieno del circondario, passaggio a livello...


Il mio percorso mi porta a passare di fronte a una chiesa il cui parroco, anni fa, scelse di apporre sull'architrave dell'ingresso principale, verso la strada, un display. Ho da subito trovato quest'idea un po' kitsch, un po' di cattivo gusto; proprio come dal macellaio, o da qualsiasi esercizio commerciale, vengono pubblicate in sequenza delle parole con le lucette rosse, che "corrono" verso sinistra per dare la possibilità al lettore di carpirne in velocità il messaggio. Questo display proietta di continuo i dieci comandamenti. Al mio passaggio, leggo: "Non avrai altro Dio al di fuori di me". Da piccola immaginavo questo nonno con la lunga barba bianca, le sopracciglia folte e corrucciate che, chiamato il povero Mosè, dettava seriamente e con fare da ramanzina, il Decalogo. L'immagine mi lasciava un senso di lontananza e di distacco, quasi come potrebbe essere il rapporto tra un generale dell'esercito e un soldato semplice. Esegui, e basta. Fortunatamente, il mio Dio si è fatto uomo e mi ha incontrata, l'ho incontrato e con il passar del tempo, e vari tentativi, penso di aver cambiato idea...

Ieri mattina, la stessa frase in un battibaleno ha assunto un altro significato.  Come se qualcuno me ne avesse suggerito uno nuovo che, prima, non avevo mai pensato. Il mio Dio è innamorato. Ma si! Quando, un po' di anni fa, ho scoperto cosa significhi "essere innamorati" per la prima volta, questa era l'idea che io avevo, anzi, che entrambi avevamo di noi stessi : ti voglio tutto/a per me, non ne avrai nessun altro/a oltre me.
L'Amore richiede un'esclusività. Quello pieno, quello vero; anche quello "viscerale" come quello degli innamorati.  Come se mi dicesse non sono io che mi impongo, sono io che ti voglio tutta per me/tutto per me.
Mi viene in mente quante volte i miei discorsi, i miei rapporti sono "noiosi"...   perdono di slancio, svanisce l'entusiasmo... e invece Tu, Eterno, che da sempre mi scruti e mi conosci, trovi il modo per dirmi di Te, sermpre diverso...

Così, mi piaceva scrivere oggi questa esperienza magari per qualcuno anche banale, scontata...
Come per ogni buon rapporto di amicizia che si rispetti, non finisci mai di coglierne appieno tutto il significato. E' questa continua novità che mi spinge a starTi vicino. Anche se il messaggio ormai lo conosco, non è mai lo stesso. 
L'amicizia, quella vera, non si può forzare. Ogni giorno ci penso. E' solo la frequentazione, solo lo "stare insieme" , addirittura il condividere situazioni "difficili" più che occasioni liete, che fa "stringere" veramente, nel profondo, un'amicizia. Così lo è ancor più per i rapporti umani.

Allora, questo Natale che attendo in sordina, come il battito del piccolo dentro al ventre della madre, vorrei che Tu continuassi a parlarmi, a prendermi per mano e condurmi così che anch'io possa insieme a Te, a mani nude, togliere piano piano, granello per granello, un po' di terra dalla cima delle colline e appianare la strada, a volte tortuosa, che conduce alla Felicità. Vorrei sentirla tutta la fatica, tutto il fastidio nelle mani, la terra che si insidia sotto le mie unghie, non Ti chiedo di togliermela, ma di avere la Tua compagnia. Insieme.
E questa è la seconda domenica di Avvento.   ^_^ .
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