domenica 10 gennaio 2010

Da cuore a cuore, la parola che abita il silenzio.

Quanto vale la persona umana ?
Quale prezzo dare ? Esiste un prezzo ?

Il lavacro del Battesimo, del quale tristemente ignoro la data personale,  mi lascia sempre stupefatta.
Perchè erano mani di uomo. Mi sorprende, Dio, questo Dio, che si serve delle mani di un uomo; mani sporche, forse anche maleodoranti, acqua fangosa che muta in cristallina, il mio Dio si serve di fango.
Conoscendo il mio -di fango- come si può non sentirsi amati ? Ogni momento, quando glielo permetto, ultimamente capita meno di rado, arriva e mi sussurra parole quasi afone, silenziose ... può una parola abitare il silenzio?  eppure...

Il raffreddore di questi ultimi tre giorni mi ha costretta a non usare la mia, a volte troppo alta, voce. Incredibilmente mi accorgo che, costretta a parlare sottovoce, le persone fanno il possibile per ascoltarmi; le orecchie si tendono, e mi dedicano quasi più attenzione, un vero paradosso!!!
Alzare la voce... oggi le letture suggerivano anche questo: "Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere (...) " . Mi è capitato, pur senza voce , di alzare la voce in altro modo, con qualcuno in questi giorni. Mi aspettavo anche di avere una risposta. Ma la risposta non arriva.   E il tempo passa.
E allora, mi viene in aiuto un'altra lettura : "(...) Tutti da te aspettano che tu dia loro cibo a tempo opportuno.Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;  apri la tua mano, si saziano di beni." .

Forse, Signore, devo imparare a cogliere i tuoi frutti per  me, quando apri la Tua mano: quante volte sbaglio pensando di dover essere saziata  dalle fami, delle mie convinzioni, di quello che voglio, anzichè di quello che Tu vuoi, perchè buono e giusto per me...

Accidenti. Sono già alcune volte che mi sorge il dubbio di avere sbagliato il nome di questo blog....
Sarà che non abito a sufficienza il mio cuore...

E che  Tu sussurri piano piano parole che richiedono silenzio, esercizio, e , soprattutto, abbandono.

Quanto presto facciamo ad appiccicare etichette alle persone che, poi, si portano dietro il peso di un giudizio che, forse, non meritano.
Il prezzo, il prezzo....
Spesso mi assale il timore di non essere compresa e, nelle mie relazioni, fatico a parlare da cuore a cuore.
Ecco, si, da cuore a cuore.  Io cerco, a tentoni, a carponi, di essere autentica ma più mi avvicino a ciò che sono e meno sono compresa. Il prezzo.

Mi è affiorata una esortazione, ieri. "Appartengo alla stirpe degli ultimi, sai. Non sono una protagonista, malata di sindrome da Vodafone - ove il nulla ruota intorno a me-. ne' mi considero apripista ma piuttosto battipista.  Chi va da primo, come in montagna, o in bici, fatica di più e io sono pigra, molto pigra, a dispetto della mia magrezza.  Mi piace andare lenta, abitare il mio tempo, senza correre troppo, usando un passo medio lungo e lento, godere del panorama e  di una buona compagnia, mai da sola." Io ammiro chi riesce a svolgere attività in solitudine. E' una capacità che io non possiedo. Non corro da sola, non esco da sola, non faccio molto, da sola. L'unica cosa che faccio da sola è suonare il pianoforte, nessuno mi deve ascoltare, altrimenti svanisce l'incantesimo. No, ce n'è un'altra : prego da sola. Specialmente di notte. E ieri ero proprio amareggiata, ieri.

Malgrado ciò, l'amaro alla fine di un pasto, aiuta a digerire, dicono. (Io odio gli amari e i liquori in genere...) .
Ecco la mia pochezza, oggi.

Chissà che il vento della Ruah ,che è Uomo ma soprattutto Donna, quindi Madre, mi supporti e sostenga. E mi dia la capacità di provare Pietà per gli altri, iniziando da me stessa.
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