lunedì 22 febbraio 2010

la porta

Stanotte ho fatto un sogno strano, molto strano, e mano a mano che passavano le ore, questa mattina, diventava sempre più inquietante. Ero in una casa, che non è la mia, ma nel sogno lo era e io pulivo. Pulivo porte.

Si, porte. Le oliavo, le lisciavo, le asciugavo. Potevo sentire il profumo dell'olio che spargevo sulla superficie verticale. Per togliere l'unto, poi, passavo un panno che, ad ogni passaggio, lasciava trasparire dal legno tutte sue meravigliose venature.

Solitamente, i miei sogni sono in forma di incubo. A me piacciono i miei incubi perchè, attraverso di essi, riesco a sfogare le mie paure; non mi sveglio spaventata, a parte qualche rara volta. Poi, sono talmente assurdi che risultano incomprensibili.

Invece, questa volta, era una scena "normale", perfettamente credibile, di me, che pulivo queste porte. Due o tre, non ricordo bene.

Nel pomeriggio di ieri avevo scritto un'email. Un'email molto arrabbiata. E volevo spedirla ma qualcosa mi ha trattenuta. Oggi, una persona destinataria di quella mail, mi si è avvicinata, con un sorriso. Con un "grazie"... con amicizia, mi ha salutata e, una volta allontanatasi, mi sono sentita una caraffa. Si, una caraffa che si riempie e quasi deborda: io mi sentivo piena di gioia. E meno male che ho trattenuto il mio dito su quel pulsante.

E' vero, la comunicazione è sempre una questione delicata. Più delicata di un paio d'ali di farfalla.

Basta talmente poco per fraintendersi...

Ad esempio, la libertà. Di questa parola così importante, ognuno ha una definizione propria e non definitiva. E' difficile trovare un concetto di libertà "in comune-in comunione" con gli altri.

La voglia di libertà di scegliere può rivelare l'idea di voler fare quel che si vuole.....

Ma quando ciò che si vuole non corrisponde al giusto, che fare?

I desideri... a volte i desideri sono vere e proprie tentazioni, molto seducenti, profonde e insistenti.

Chi decide dei miei desideri? Io, naturalmente. Salvo il caso in cui, per motivi più diversi, mi devo confrontare con gli altri. O con l'Altro. E' faticoso. A volte, doloroso direi quasi lacerante.

Forse le porte, la porta di stanotte, ha proprio il suo significato: non è piacevole passare attraverso una porta "sporca", piena di ditate o macchie. Ma, per passare dall'altra parte, devo per forza, varcarla, quella porta., che mi permette di uscire ...e anche di entrare.

Forse il tentare di pulire la porta sta ad indicare il desiderio di rendere qualcosa più bello, più piacevole. Rendere anche quel passaggio migliore. Sarà il passaggio da me verso l'altro? Entrare nell'intimo di un'altra persona? Sarà il passaggio da un ambiente ad un altro? Da un tempo ad un altro?

Con queste domande nel cuore, stasera saluto questa prima Domenica di Quaresima, come sempre, nelle Tue mani, Signore.
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