giovedì 18 marzo 2010

Oggi ho lavorato un bel po'. Prima di uscire di casa, stamattina, facevo questo pensiero : sarebbe meraviglioso se la serenità fosse un oggetto fisico.  Si, perchè questo materializzarsi della serenità sarebbe la soluzione di ogni problema, voglio dire, la perdi? la cerchi, la tocchi, la stringi tra le mani e la ritrovi. Se non riesci a trovarla, ti fai aiutare, che ne so, chiami l'ufficio oggetti smarriti... fai qualcosa insomma.
Invece, non è un oggetto fisico. E questo complica di un po' le cose.
Tutto sommato oggi non è andata così male. Eppure, alle sei e mezza mi son ritrovata a dire a Francesco (che ho visto soltanto tre volte in tutta la mia vita): "Viviamo una vita troppo diversa da quella che meritiamo". E lui, tipo molto introverso, quasi timido, ha iniziato a ridire a se stesso questa frase, ripetendola almeno quattro volte. Poi, ha concluso:" Quasi quasi lo dico al mio titolare"... e io, sorridendo, gli rispondo:"Mi sa che è meglio di no, Francesco..." - e poi- "forse, chi si accontenta gode" e mi sono rimbalzati un paio di "forse" silenziosi lungo la schiena e la mente. Anzi, mi sa che erano più di un paio...
Eppure è andata abbastanza bene, oggi.
Si, sto sorridendo.
E pregustando la stessa sensazione di domattina, ricordo molto volentieri quel bellissimo impatto, quando, al mattino esco di casa, e, appena fuori dal portone, sento l'aria fresca sul viso, che entra nelle narici dissipando ogni pensiero, almeno per quei quindici minuti che dura il tragitto in bici, da casa al lavoro. E' uno dei momenti "magici" del giorno...
Piccole gioie che, in qualche modo, danno l'impulso giusto per continuare la giornata.
^_^ !!!
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