giovedì 15 luglio 2010

Penso ogni giorno di più che sia un vero dono, questo mezzo di comunicazione. Specialmente quando mi imbatto con pensieri come questo :
“prova a caminare nei suoi mocassini per tre lune”
mentre leggevo i commenti al blog di un "amico", sulla difficoltà di comprendere e di compatire di un giovane sacerdote, alle porte di Roma.

Tornavo dal lavoro, sotto il cocente sole delle 13.30 di oggi e, pedalando, pensavo : troppo facile fuggire alle proprie situazioni. La vita vera, quella vissuta pienamente, è quella che, nonostante la costrizione, resti li, al tuo posto.  Ed è proprio lo stare li, al proprio posto, che ti insegna di più. Certo, è più faticoso.  Ma le scappatoie sono solo scappatoie.
E, alla fine, i problemi non si risolvono da soli, anzi, verrebbe quasi da dire che da soli si autogenerino, ma di certo non si risolvono da sè.
Dimostrazione più che scientifica sono le pile di carte che metto sui sospesi, sulla mia scrivania, in attesa di trovare il tempo per archiviare, sistemare, buttare... e ogni volta che li guardo con la coda dell'occhio, sento un moto di stomaco... ^_^ .... e invece sono loro  a guardare me, qual volessero pronunciare silenziosamente il mio nome.

Quanti sospesi ci sono in me?  Che pila.... tocca il cielo....

Tre lune, sono tante. Eppure, son diverse da una o due. Tre. Una, va be' è la novità. Due, sì, è pesante, ma è appena iniziato; tre, basta, non ne puoi più.  Tre lune. Chissà se intendeva tre lune, o tre cicli lunari... bah, del resto non è cosi' importante. E' il senso, che conta. Come sempre. Forma, ma, soprattutto, contenuto.



 
Più di ogni altro momento, in queste strane notti insonni, comprendo le Tue parole:
Di notte anela a te l'anima mia,

al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca
Sorrido, alla scoperta del Vangelo di oggi...  veramente trovo sollievo, all'incontro con certe parole, e capisco che non serve essere nel deserto, sulla cima di una montagna, in India, o in città. Ovunque  si stia, si può stare male, o bene, a seconda delle proprie scelte... Credo basti  essere nella propria vita, volgendo 
-magari ogni tanto-   lo sguardo e il cuore verso Te, unico e vero bene. Io cerco di farlo spesso, ma capisco che possa essere all'inizio difficile, è questione di allenamento e volontà...

(dal Vangelo di Matteo 11, 28-30 : In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».).

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