martedì 23 novembre 2010



Ma quando finiranno queste strane giornate!?!


Sto sparando in cuffia a volume sostenuto una serie di Enya, una più bella dell'altra... faticando non poco a rimandar giù quel nodo che ad ogni respiro attanaglia la mia gola. Certo, se fossi sola sarebbe uno di quei momenti in cui la meditazione aiuterebbe ma non è la condizione che ora mi appartiene.
E questo mi riporta a uno dei pensieri che stamattina bombardavano la voglia di svegliarmi, mentre tentavo di prepararmi per andare al lavoro.
La cultura del part-time.
Posso io essere moglie part time ? o madre ? o lavoratrice? o cristiana ? Posso io vivere part-time? Amare part time?
Ognuna di queste dimensioni dell'esistenza richiederebbe il diritto di esclusiva.

Frammentariamente nonchè in maniera del tutto goffa, io ci provo.
Ma è dura. Ma non mollo.

Tante le parole dette. Tante quelle fraintese. Molte di più quelle non dette, i sentimenti repressi.

Eppure la mia vita, le nostre vite, sono solo un istante. Bisognerebbe dire tutto, vivere tutto... sentire curiosità verso tutto, verso chiunque. Forse per quello Qualcuno ci ricordava di essere come bambini? Spontanei come loro?

A volte penso che la scelta di mio padre, le sue ceneri sparse nel mare, siano la sua più grande lezione per me.
Il mare è enorme ma, ora, non è più lo stesso. Anche se io non c'ero.
Non ho mai fatto pace con lui, non ne ho avuto il tempo, forse nemmeno la volontà.

Ora ho un altro motivo per adorare così profondamente la musica: ogni melodia ha una sua fine. Alcune iniziano tristi per finire allegre. Altre iniziano allegre per concludere tristi. Altre ancora lo sono per tutta la loro durata. Eppure, hanno una fine. Trovo che sia consolante pensarci.

- Oggi abbiamo salutato un amico, improvvisamente tornato al Padre. -

Credo che anche la mia vita debba somigliare ad una canzone, e vorrei fosse bellissima, piacevole, rilassante come le melodie celtiche che, fino a poco fa, stavo alscoltando.

E' vero, è così, sono troppo ambiziosa, e molto spesso capricciosa. Lo dico sempre, lo ammetto spesso. Fa parte del mio personaggio. Quasi ultima di quattro figli e quasi unica femmina. Il quasi stà per il "dopo mamma", quando mio padre si fece un'altra famiglia.

I miei capricci spesso mi fanno arrabbiare con la gente, con le situazioni. Salvo, poi, arrabbiarmi con me stessa per "sognare" delle aspettative molto diverse dalla realtà e, rimanerne perciò delusa.

Dammi , Signore, la capacità di pazientare e di avere rispetto dei tempi degli altri e dei Tuoi, per non essere precipitosa nelle relazioni. Per non avere la pretesa di avere a tutti i costi un'amicizia che desideravo solo io.

Dammi l'ardente desiderio di incontrare i cuori per quello che sono e non per come io vorrei che fossero.

Dammi, Gesù, la forza -e il coraggio - di essere melodia per chi incrocia il mio cammino e rendere così più lieto il cammino degli altri.



E, a Renzo, e anche a  mio padre, voglio dire:
Possa una stella
Risplendere su di te.
Possa quando l'oscurità scende
Il tuo cuore essere puro.
Percorri un sentiero solitario
Oh, quanto sei lontano da casa.

È arrivata la notte
Abbi fede e troverai la tua strada.
È calata la notte
C'è una promessa che ti sorregge
Possa il richiamo delle ombre
Volarsene lontano.
Possa il tuo viaggio continuare
Alla luce del giorno.
Quando la notte sarà sconfitta
Potrai alzarti per trovare il sole.

È arrivata la notte
Abbi fede e troverai la tua strada.
È calata la notte
C'è una promessa che ti sorregge.
C'è una promessa che ti sorregge.

http://www.youtube.com/watch?v=hhUhiDjID1I





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