mercoledì 10 novembre 2010

Quando, stamattina, ho aperto gli occhi, mi sono seduta  sul letto, gambe incrociate e, ancora un po' tra le braccia di Morfeo ( che non è il mio amante...no... anche se gli voglio un mondo di bene!) ho raccomandato l'inizio di giornata  al Signore, così, spontaneamente.
"Custodisci questa mia giornata, Signore, e ogni persona, situazione, momento che incroci la mia strada".

  •  Ti chiamano al telefono, ti danno una triste notizia.
  • Ti raccontano le proprie difficoltà e cerchi, al meglio che puoi, di dare un consiglio che non sembri solo un "manuale d'istruzioni d'uso per sfortune" (all'ultimo sostantivo ho fatto una pausa, volevo accluderne uno diverso ma mi parve di sembrare troppo scurrile...) .
  • Sei tornata a casa con ora e mezza di ritardo perchè un pirla ha preso un appuntamento in orario disumano ma tanto, non gli tocca a lui mettere su da mangiare, alle 14, con un appetito che si è smarrito sotto il penultimo foglio excel di relazione sellout della giornata.
  • Tua figlia diciassettenne insiste che le piacerebbe tantissimo passare il dopocena in camera, nel lettone con te (per fortuna, visti i recenti casi di cronaca di sue coetanee!- sempre se, come dice il caro Benigni su consiglio del proprio legale  "tuttiquestifattirisultasseroveriallalucedelleindaginimaiononcredoproprio"!!!) .
  • Un testa di cavolo, sempre lo stesso dell'appuntamento precedente, per la quarta volta, stavolta davanti al tuo stesso marito nonchè coniuge-non-in-regime-di-separazione-dei-beni, ti dice che sei in gambissima, che efficienza, complimenti Luca, e via discorrendo.
  • Tuo figlio, seconda media, ha un casino e mezzo di simpatici compiti per il giorno dopo (specialmente le coniugazioni dei verbi riflessivi, transitivi, passivi, ecc...).
  •  E, se non bastasse, piove a dirotto.
Ecco, una settimana, la seconda, di novembre...

Eppure sono contenta. Stanca, ma, per il momento, felice. Penso che ci sia un insieme di colori, volti, profumi, sensazioni, dalle quali non mi voglio allontanare. Come l'alberello qui davanti a casa; alcuni rami sono spogli, spazzolati dalle raffiche di vento degli ultimi giorni, altri, invece, conservano ancora qualche foglia e sembrano quasi addobbati a festa, in un trionfo di gialli, ocre, rosso, amaranto, marroncino chiaro, marroncino scuro.
Un po' come i miei giorni... a volte spogli e privi di speranza, affannati; a volte colorati di sorrisi e dolci parole, vicinanza di cuori... ognuno così diverso dall'altro, eppure parte di questi attimi che, non voglio, siano sfuggenti, ma desidero restino impressi nell'anima.

Di questo rendo grazie, Signore, e prego di riuscirci anche quando mi sembra di non farcela... vorrei tanto poter prendere per mano gli altri nove e guarire più cuori possibile, dall'affanno quotidiano, dai pensieri, dalla lebbra dello stress della quotidianità talvolta così monotona e vuota di gioia. 
Stasera vorrei  anche chiederti, Signore, di avere tutta quella fede che richiede  il gioire di Sorella Morte Corporale, per quei fratelli che son passati Vita altra e per dare consolazione a coloro che, invece, restano, nel dolore.
E, se non sono troppo rompiscatole, come spesso sono, vorrei arrivasse un po' di consolazione anche a tutti quei fratelli che l'abbondante pioggia ha messo in ginocchio, perchè sono nei miei pensieri, nelle mie preghiere.

Posta un commento