mercoledì 20 aprile 2011

Rosso papavero o rosso calore di abbraccio?

La speranza è la faccia di Dio

La primavera incomincia con il primo fiore,
il giorno con il primo barlume,
la notte con la prima stella,
il torrente con la prima goccia,
il fuoco con la prima scintilla,
l'amore con il primo sogno.
La speranza è la faccia di Dio,
quale si scopre di momento in momento
secondo il volto delle nostre disperazioni.
Poiché tutte le speranze,
anche le più tenui, le più fragili,
perfino i sogni e le illusioni,
appartengono alla speranza.
Un niente basta a far battere un cuore,
come un niente lo può fermare.
E se un niente può fermarci sull'abisso,
la speranza fa suo questo niente;
vi si incarna, ne prende il volto e la voce.
La speranza vede la spiga
quando i miei occhi di carne
non vedono che il seme marcire.
- Primo Mazzolari

Ho già raccontato in altre occasioni della pista ciclabile che mi accompagna verso l'ufficio e, in seguito, di ritorno verso casa, per un buon tratto di strada.
Ho anche già espresso con sprezzante disappunto la mancanza di stima nei suoi confronti - così stretta, così zigzagante, così promiscua, così interrotta - e ogni giorno è il videogame di tutti i miei incubi, nei quali cerco sempre di evitare "qualcosa"- nella fattispecie un pedone, un altro ciclista più lento, una carrozzina di neonato con al seguito madre al cellulare,  (forse sarebbe più apprezzabile un modello con pilota automatico, e anche meno frustrante per il bebè che vede la madre farneticare discorsi, da sola, con quell'aggeggio all'orecchio.... ) nonnini, buche, entrate/uscite di abitazioni ed esercizi commerciali....-e via discorrendo.
Il mio canticchiare, talvolta nervoso, mi irrita ancor di più quando immagino chi mi vede passare - a velocità della luce visti i pochi minuti a disposizione restanti - paragonarmi agli altri, praticamente tutti gli altri, che sparano musica ad alto volume negli auricolari degli mp3, e allora mi passa pure la voglia di canticchiare...
Comunque oggi voglio annotar qui una inaspettata gioia : i due papaveri. Ora,per la mia fin ora detestata pista ciclabile, è giunto il tempo dell'apprezzamento.
A farla più breve, stamattina, in una delle aiuole spartitraffico tra carreggiata e pista incriminata, di solito incolte e spennacchiate, sono apparsi due, bellissimi, altissimi e rossissimi papaveri.
Sembravano delle labbra intente a sorridermi. Forse, chissà, un po' in giro mi prendevano...
I miei occhi, non le mie gambe vista l'ora, si sono posati a salutarli e loro, tutti gongolanti, hanno ringraziato.
Oggi, rientrando dal lavoro, erano ancora lì, i due papaveri.
Ancora lì. ancora rosso fuoco.  Ho avuto per un attimo la tentazione di coglierli e portarmeli a casa, poi ho pensato che sarebbe stato ingiusto non far godere di questa semplice gioia gli altri passanti e, così, li ho lasciati li.
Ma mi sono chiesta: per quanto ancora saranno così belli ?
Dentro all'insieme di quell'aiuola  rinsecchita spiccavano davvero, in bellezza.

Io non sono ne' alta, ne' mi ritengo particolarmente "carina" , non mi interessa.... mi piacerebbe, però, che chi mi incontra potessere sentire un po' di gioia, un sorriso, il rosso calore di un abbraccio. E non per pochi giorni.... 
Non mi piace "spiccare"; non che preferisca l'anonimato, ciò denoterebbe probabilmente mancanza di identità, ma piuttosto restare dentro le cose, le situazioni, senza necessariamente andare alla riscossa di chissà quale ammirazione altrui.  Più che "succhiare" agli altri, vorrei poter dare, vorrei trovassero loro qualcosa "portarsi a casa".

Non so come dire, ma lo dico lo stesso, con questa mia incapacità di espressione.  =)

E  con tutta la fretta che l'essere in ritardo con gli appuntamenti di oggi mi permette di fare.      ;-)  !!!

Buona continuazione di Settimana Santa.... e siamo a mercoledì .




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