sabato 9 aprile 2011

Scoppiò in pianto. Con le mie lacrime.

Come due reduci di guerra, ieri ci siamo visti, io e Antonio. E ci siamo uniti in un abbraccio forte forte. E Antonio scoppiò in pianto.  "Ringrazio il Signore per questo dono grande, di averti rivista".
Così lontano dai miei pensieri, un affetto così palpabile, quel bacio in fronte, mi  han fatto "girar la testa". Quella sensazione di essere l'unica persona capace di dare il calore necessario, la più importante del mondo e, in quel momento, il tempo e lo spazio, erano solo e soltanto miei, nostri. Come quando mi rifugiavo tra le braccia del mio papà. 
Arrossivo, e arrossisco, non mi sento degna di tanta stima. Per niente affatto, anzi.
Ha, mi dicono, più di ottant'anni, Antonio; una vita ad insegnare matematica, una tragedia personale di quelle che un genitore non vorrebbe mai vivere e il mal di vivere che si è impadronito del suo cuore.
Eppure, un'intesa strabiliante ci univa, ci unisce tuttora.
Tagliati tutti d'un pezzo- anche se io faccio di tutti per apparire diversamente - siamo in quel connubio di anime che basta un'occhiata per intenderci. Succede con poche persone, e molto di rado. Eppure, che strano, io entro sempre in sintonia con i "personaggi" più difficili, è quasi una mia caratteristica caratteriale.  Antonio è un orso, di un'educazione che rasenta la patologia, ma bravissimo col pc.  L'attività di volontariato che ha svolto per anni, in canonica, è stata molto preziosa per la comunità tutta, ma, credo, soprattutto per lui: era un modo per dare il propro "contributo", rendersi "utile" in qualcosa che, comunque, non coinvolgeva come un'attività lavorativa, seppur portata avanti con una sistematicità invidiabile. E si accorgeva se qualcuno sedeva sulla sedia che usava anche lui. Poi, non è più andato, ha lasciato l'impegno e si è richiuso nel suo guscio. E' difficile aiutare qualcuno che non vuole esser aiutato, allo stesso modo in cui è difficile stringere amicizia tra due cuori senza reciprocità. Quanto spesso sento dentro queste frasi...

Ieri mattina presto si apriva un'accesa discussione tra Luca e me, sul mio modo di vivere la fede. Sui miei disagi inespressi che, sbagliando, racconto a lui per, poi , terminare sempre allo stesso modo, con un suo consiglio di mollare tutto e via. Ovviamente, arrabbiato.
Poi ho incontrato Antonio, e ho capito che va bene così. Ancora per un po'.   =) .

Pù tardi ho saputo di M.  e allora sono precipitata in un vuoto troppo pieno di disperazione, pensando alla sua bellissima moglie, ai suoi  tre bimbi un più biondo e rosa dell'altro, a quello che è in Cielo, all'altro in arrivo ...

Quante "morti", quante "sparizioni", ho dentro di me, Signore?  Quanto spesso, preda di sentimenti cupi, tristi, o pensieri pesanti, l'anima mi si riempie di "odore di marcio" ?  Quante volte, Signore, anche tu, alla vista di tutto questo, scoppi in pianto !

A volte, Gesù, io ti presto le mie braccia, per abbracciare qualcuno. 
Altre volte, ti presto le mie mani, per portarti ai fratelli e, in quei momenti, nella loro gioia, sono davvero felice anch'io.
In altre occasioni, Signore,  piango prestandoti i miei occhi, le mie lacrime.
In ognuna di queste, Tu sei lì, con me, in me. Accanto e dentro.
Si, è vero, la Tua presenza è a tratti silenziosa, quasi impercettibile e le mie orecchie, assuefatte da tanto frastuono, faticano a scorgere la Tua voce che mi sussurra, le Tue braccia delicate che mi sostengono...
Fa' Signore, che mi accorga di Te.
Fa' che sia sempre pronta a prestarti me stessa.
Fa' che sia degna di tutto questo.
...chè io possa essere una piccola luce, nell'oscurità dei fratelli nel bisogno.
...chè io sia sempre pronta a rispondere al tuo "Credi questo?" come Marta, sorella di Lazzaro. il resuscitato.

...chè io colga le Tue tante domande e non smetta mai di  cercarne la risposta... 









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