domenica 17 luglio 2011

Adele - Someone Like You (Live from the Tabernacle, London, 24 January 2...



Sotto la doccia, alcune mattine fa, chissà perchè, riflettevo sul beneficio / benessere che dona l'acqua quando toglie lo strato di tossine che caldo, sudore e smog che, contro la volontà di tutti, si deposita sulla nostra pelle.

Da questi pensieri sono passata ad altri. E pensavo all'identità. Alle identità.
Credere di essere convinti di essere in un certo modo e poi, puff!, riscoprire e ritrovarsi a essere un'altra persona. Sto schizzando? Ma... forse.... il caldo... chissà...
E' che questa storia del grano vero e di quello finto provoca una punta di polemica nel mio modo di essere che si riflette inevitabilmente anche  nel mio modo di fare.
Insomma, erano giorni, mesi, che incrociavo lo sguardo di una persona che legge in chiesa a volte la domenica... innumerevoli volte che ci siamo visti in quelle circostanze e mai una volta che avessi udito dalle sue labbra un saluto, nonostante lavoriamo vicinissimi. Così ho preso il coraggio e all'ennesimo ripetuto incontro/incrocio gli ho chiesto se fosse il fratello gemello di quello là... Ma l'ho detto sul serio: mi era già successo di salutare calorosamente una persona salvo, poi, accorgermi che non era lei/lui ma un suo omozigote !!!


Questa "schizofrenia", ultimamente, mi irrita molto.


Una persona non può esserne un'altra, salvo patologie mentali.


Allora, credo - non per un improvviso delirio di onniscienza personale, se sapessi tutto sarei Altro - credo che sia improbabile che le persone cambino "identità" : o io non le ho capite, sin dall'inizio, oppure non erano ciò che "apparivano". Come le spighe di grano e quelle di zizzania. Sono identiche.
Ma una non è l'altra.




Ho fatto una piccola ricerca nella Rete, essendo sprovvista di enciclopedia botanica.  Le info trovate sono davvero sorprendenti. Ovviamente, prima di allegarla qui, per evitare o quantomeno contenere  il rischio di scrivere cavolate,  ho tentato di leggere più definizioni.


Il loglio ubriacante (Lolium temulentum), più conosciuto come zizzania, è una specie botanica annua del genere Lolium, spontanea e infestante fra le messi, con fiori a spiga rossa.
La pericolosità di questa pianta infestante è ben nota fin dai tempi antichi, soprattutto per l'alto potere intossicante. Infatti, il termine temulentum (ubriacante) è riferito agli effetti derivanti dall'ingestione di farine contaminate da funghi del genere Claviceps, produttori di alcaloidi tossici, che possono provocare forti emicranie, vertigini, vomito ed oscura-mento della vista. Tali effetti sono dovuti alla presenza di un micelio fungino che invade la pianta durante lo sviluppo. L'eliminazione della zizzania dai campi di cereali è resa difficoltosa dal fatto che le sue cariossidi sono simili a quelle del frumento.
Se Gesù può consigliare la pazienza di far crescere insieme grano e zizzania, è perché è certo che il grano prevarrà sulla zizzania. Il suo è uno sguardo molto diverso dal nostro, sempre tentato di vedere solo la zizzania e dimenticare il buon grano seminato da Dio. Più che affannarci pericolosamente a strappare la zizzania, ci chiede di dar credito al grano acconsentendo alla sua crescita. Ciò che semina Dio prevarrà su tutto ciò che viene dal nemico.", scrive un frate nel foglietto della domenica presente in chiesa.


Già....


Un sacco di pensieri, oggi. Un sacco.
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