venerdì 15 luglio 2011

Il caldo delle giornate estive a volte attanaglia la mente e offusca i pensieri: fatico a mettere insieme le ragioni, le motivazioni e il senso o quantomeno un filo logico ai miei giorni.

Non preoccuparti, non sto tentando di dirti che sto scivolando nella tristezza estrema, è solo la stanchezza che, in alcuni momenti, inebria i miei sensi; di sicuro è capitato anche a te e mi sento compresa, sento la tua compassione e, in qualche modo, questo già mi consola.

Quanto mai come ora mi rendo conto che la persona è più importante delle situazioni in cui è dentro.
Ho conosciuto - e chissà quante ne conoscerò ... - vicende difficili e, in particolare in questi giorni di ospedale, vengo a contatto con realtà che portano il mio cuore a sentimenti che a volte sorprendono anche me stessa; mi chiedo, da dove vengano e dove mi portino, perchè alcuni mi erano quasi sconosciuti, o fatico a riconoscerli.
Sono sentimenti infantili, che la purezza di un bambino riesce a sentire a provare senza pudore: guardare negli occhi qualcuno e vedere come il tuo sguardo è consolazione, il tuo sorriso è calore e la tua parola diventa accompagnamento, è  magico anzi no, non è l'aggettivo giusto, meglio straordinario.

La Lettura di oggi mi invita a pensare che non esistono giorni più sacri, se vivi intensamente; lo sono tutti, proprio perchè li vivi, se vissuti appieno, bene, per il bene proprio e degli altri. Ogni gesto, ogni sorriso, ogni stretta di mano, ogni sguardo, prende una sacralità che celebra la Vita.
Per i malati e per chi se ne prende cura, non c'è sabato, non c'è domenica.
Per il dolore e la sofferenza non c'è giorno di riposo.
Anche per l'Amicizia, però.   (^_^)

Ricordo molti, molti anni fa, in partenza per qualche giorno di villeggiatura, mio suocero, prima di salutarmi, mi diede un bigliettino che tuttora conservo gelosamente, sul quale appose la frase:
"il cristiano non è mai in vacanza". Già...


"Misericordia io voglio, non sacrificio" - dice oggi il Vangelo.

Sono andata a guardarmi il significato della parola, per capire  la Parola.
Dal dizionario Sabatini Coletti:
"Misericordia: Sentimento di compassione e pietà per l'infelicità e la sventura altrui che induce a soccorrere, a perdonare, a non infierire".
E quel "io voglio" di Gesù...  imperativo, quasi un  io "esigo" perchè tutti siano felici, quindi per il bene di ciascuno, di ognuno di noi.

Abitare il mio cuore significa anche questo: comprendere i miei sentimenti, tirarli fuori, portarli alla luce -farli ri-nascere/ri-sorgere in me? - (la prima Lettura, dice: "E' la Pasqua del Signore!") , chè già ci sono, non li devo inventare - quei sentimenti di compassione, pietà, per l'infelicità e la sventura altrui - perchè nell'altro vedo me stesso, senza pensare di essere esente da quella situazione, chè comprenda che oggi sento compassione, domani, forse, avrò bisogno di essa...

Ecco, Signore, i miei giorni.
Te li voglio offrire. E' vero, hai detto che non vuoi sacrificio, allora io li rendo sacri alla scoperta, giorno per giorno, faticosa anche, di quanto la Vita sia un dono di preziosità inestimabile.
Prenditi cura delle mie pochezze, "lava i miei piedi", asciuga le mie lacrime, esaudisci la mia sete affinchè io possa essere - non solo fare - così per coloro che incontro.
E prenditi cura anche delle piccole maratone che molti, tanti, stanno vivendo; maratone metaforiche, di fatica, sofferenza, maratone che durano più di 42 km... corse che iniziano all'alba e  non finiscono al tramonto che solo Tu vedi e comprendi.
Fa che tutti continuiamo nello sforzo di  portare alla luce dal profondo del cuore quella misericordia in maniera spontanea e autentica come solo i bambini sanno essere e che è già costitutiva di noi stessi.
Aiutami a scoprire che, a Tua immagine, anche io sono come Tu mi hai fatta e con il Tuo aiuto posso avvicinarmi sempre di più a Te, immenso Amore.



Le Letture citate, di oggi, sono : Es 11,10-12,14 , Salmo 115 ,  Mt 12,1-8 .
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