giovedì 13 ottobre 2011

Doccia calda, doccia fredda.

Mi rendo conto che, sempre più spesso, i miei pensieri più "filosofici", più seri, li faccio mentre sono sotto la doccia, al mattino.
E' probabile che tenti di farli anche nella notte ma la stanchezza non mi consente di restare sveglia...
O forse è una questione di praticità : i primi minuti della giornata sono con molta probabilità  quelli di maggior lucidità -  l 'autonomia , intesa come "durata", di tale qualità della mia mente è direttamente proporzionale all'avanzare delle ore della giornata.
^_^
Nel mio delirio, tornando alla doccia mattutina, ho pensato che stavo telefonando in paradiso, per farmi passare il Sig. Galilei e gli dicevo-  abbastanza incacchiata - che perdonasse la mia irruenza ma, a me, non me ne frega niente di sapere come gira la terra attorno al sole, quando non so come girino le cose dentro il mio cuore, dentro la mia testa.
"Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito" . Le chiavi della conoscenza....
In questo momento mi viene in mente solo Socrate -  "Io so solo di non sapere" - e tutto ciò che per alcuni sarebbe una "pippa mentale" sull' esigenza  della verità. Anzitutto su di me.
Ma è in questi momenti che i miei sensi sono accesissimi, all'esasperazione.
Sto. Sto, in apparente passività.


Il Vangelo di oggi, interessante.....

Lc 11,47-54
Dal Vangelo secondo Luca

"In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.".
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