sabato 29 ottobre 2011

La Nascita Delle Cose Segrete



Condivido questa musica che, oggi, mi apre ad un universo parallelo. 

Quando, molti anni fa, iniziai a suonare il pianoforte, mi accorsi che c'era finalmente la possibilità di un canale di comunicazione diverso tra me e me.
A cosa ti riferisci, mi chiederai...
Quando hai sei anni, hai una discreta padronanza del linguaggio che ti consente di spiegarti in maniera abbastanza efficace. Io ho imparato presto a parlare e a scrivere; per me era necessario comunicare attraverso il disegno e primi simpatici rudimenti di testo scritto, con mia madre che, all'epoca, era, più o meno spesso, per periodi più o meno lunghi, ricoverata in ospedale. Così, tuttora, conservo due letterine, una mia e una sua per me.
Ma non era di questo che volevo parlare, il comunicare "al di fuori" di me, era davvero indispensabile quanto l'aria.
Quando, sempre verso i sei anni, sono entrata el mondo della musica - anzi, direi che più che entrare io in quel mondo, Lei è entrata in me - ho scoperto un nuovo comunicare : da me a me. E che comunicare verso di me, mi portava a comunicare con Altro.
Dai, non prendermi in giro, sul serio ! ;-) !!!
Ci sono persone che, pur sapendo suonare egregiamente uno strumento, sembrano incapaci -e pertanto evitano- di suonarlo in presenza di altre persone.
Ecco, io appartengo a questo gruppo, eccezion fatta dell "egregiamente": non ho mai sopportato suonare per "altri". Ma, quando suonavo per me, entravo davvero in un altro mondo. Tuttora mi capita... per quello, non appena scorgo una tastiera incustodita, trattengo a fatica il desiderio di sedermi ed aprire quella porta che mi introduce Oltre.
Penso che la musica sia davvero uno dei modi di Dio di essere e di farsi presente in noi.
Ti capita mai di commuoverti quando ascolti una canzone? A me succede spesso: quando la melodia è strumentale, è bellissimo; altrettanto emozionante è quando l'interprete di una canzone ha in dono una voce strepitosa (come una dei nuovi partecipanti di Amici di quest'anno... spettacolare! ) .
Oggi facevo alcune considerazioni sulla coerenza, con un'amica, Carmela. Forse, probabilmente, stimolata dal post precedente, sono giorni che ci penso, che penso a quella cosa che, un po' tutti noi, che vogliamo considerarci "credenti", abbiamo la responsabilità di far allontanare spesso, gli "incerti" dalla fede. Con i nostri atti, con il nostro comportarci, con le nostre frasi buttate li' che così poco hanno di "cristiano"...
E, mentre parlavo con Carmela, pensavo che sia molto plausibile che nella mia vita non tutto sia così coerente come vorrei, ma io ci provo. A volte di più, altre di meno, ma, ci provo.


E' un po' come camminare verso l'orizzonte: lo vedi, è lì davanti a te e l'idea di raggiungerlo ti sprona a continuare a camminare verso, anche se non lo toccherai con mano mai, perchè è orizzonte. E' incredibile eppure anche qui l'etimologia, come al solito, mi chiarisce tutti i concetti possibili:
Dal greco orizòn - genit orizontos- che termina, e questo da orizo termine, denominativo di oros, limite, confine che confronta con oyrà coda, cioè la parte estrema terminale, circolo che limita da ogni parte la nostra vista e che sembra confine tra la terra e il cielo.
Io ci provo....   lo devo a me stessa... e agli altri, d'esser coerente.
Non vorrei mai che il mio Signore dicesse di me quanto dice degli scribi e dei farisei... del Vangelo di domani...

A proposito , buona Domenica !

( il Vangelo di domani sarà : Mt 23,1-12).
Posta un commento