sabato 26 novembre 2011

Stamattina, al lavoro, qualcuno mi ha chiesto di eseguire delle fotocopie.  Semplice, no ?
No.  (!!!)
E' un po' articolato fotocopiare degli oggetti: hanno tre dimensioni, quindi, se vuoi che la fotocopia riesca "decente", devi schiarire  il contrasto e, soprattutto, trovare il modo - pur non chiudendo il coperchio superiore -  di far scorrere quella forte luce sul piano ove posi le cose, senza che essa interpreti il "chiaro" (non chiudendo il coperchio) come "nero".
Così, ho escogitato il modo, andando a prendermi un panno bianco, pulito, dalle trame così fitte da non lasciar "scappare" la luce che scorre, giacchè è essa  stessa che traduce i vari colori in tonalità più o meno grigie, più o meno chiare, più o meno scure. Insomma, ci sono riuscita. Si potevano vedere quasi bene oggetto e relativa etichetta. Quello che volevo!

Stavo leggendo le letture di domani e un passaggio della Prima, mi ha fatto venire in mente l'episodio di stamani.
E' la fine del brano di Isaia 64, 5-7 e dice così:
 "(...)Siamo divenuti tutti come una cosa impura,e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te;perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani.".

Mi ha solleticato, quel panno immondo. Perchè, per far sì che le fotocopie venissero bene, il mio panno era pulitissimo, altrimenti, i dettagli degli oggetti - preziosi, molto preziosi-  non si sarebbero notati.

I nostri dettagli preziosi, e lo sono davvero, più di miliardi di volte di quelli che maneggio diariamente, sono veri e propri tesori, per Dio.
A volte proprio non ce ne rendiamo conto... o facciamo finta?  Non lo so.
Se la giustizia è sporca come un panno immondo, ogni problema non trova soluzione... o quanto meno non è quella migliore, opportuna, "più giusta".
Non riusciamo più a rivelarci per quello che siamo: ovvero  tutti opera delle Sue mani, a Sua immagine, preziosissimi.

Se cambiassi il soggetto e il tempo verbale, di quelle poche frasi di Isaia, mi ci ritroverei sul serio.
Quante volte, mi sento "inadatta/ingiusta" ?
Quante altre "avvizzita"/rattristita come foglie e portata via dal vento (vento di comodità, di svogliatezza, perchè no, di cattiveria) ?
In quante mattine, mi sveglio senza "stringermi a te"/rivolgerti un saluto ?
O giornate in "balìa"della mia iniquità del mio incerto andare/del mio incerto andare?
 Eppure, un Padre non ci abbandona, mai.
Questo è di grande consolazione, chè quandanche commettessi uno dei miei stupidi errori, in qualche modo, sono argilla tra le Tue mani, sagge, protettive, amorevoli.
Perchè io, un po' , confesso, vorrei "venire bene", "decentemente" , in fotocopia; con i miei limiti, le mie sgradevolezze, ma anche le mie virtù, le mie cose positive. Brillanti e oro che convivono anche con le "ombre" ma pur sempre son gioiello...

Quando, dopo pranzo, mi siedo sul divano - ebbene sì, pennichella pomeridiana - e per qualche malaugurata ragione suona il telefono o si alza improvvisamente il volume della TV - meravigliosa pubblicità!! - mi sveglio con quella sorta di intontimento che mi accompagna nei  minuti seguenti, per un po'.  Mi resta sempre quell'impressione di essermi persa qualcosa di estremamente fantastico, avvenuto durante i pochi secondi di assopimento. Ti capita mai? 'Sta cosa di sentirti nel posto sbagliato, nel momento sbagliato?
Malgrado, come ho già avuto modo di esprimere in altri momenti, io adori dormire - una recente ricerca scientifica dice che è dormendo che rimuoviamo i ricordi più dolorosi o sgradevoli - non mi è simpatico quel fisiologico appisolamento da post-pranzo.  Ne' vorrei ricevere alcun tipo di visita importante, in quei momenti: non saprei come reagire, apparirei come la persona più goffa e anche svampita che esista nel mondo intero.

Il Vangelo di domani mi/ci invita a non "addormentarci".
In un momento in cui, probabilmente, ognuno di noi ha motivi anche piuttosto validi per desiderare di "non pensare", Lui, invece, esorta a "stare svegli"perchè, sul più bello,  e non sai mai quando sia, potremmo perderci "il meglio". 
Ci vuole "fisico". Certo.
Ci vuole tenacia. Senz'altro.
Ci vuole coraggio. E per diamine se ce ne vuole!

Ma non vorrei mai perdermi "qualcosa di estremamente fantastico".

Inizia così il mio Avvento, con una attesa colma di Speranza e di Trepidazione, per un Futuro che non conosco ma che, certamente, sarà nelle Sue mani di Padre. E questo Si che è di grande consolazione!

Buon Avvento a tutti e ad ognuno.  ^_^ !!!











4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo commento e bellissime riflessioni, Grazie Milly.
Buon Avvento anche a te
Ombretta

milly ha detto...

Maddaiiiiiii !! Benvenuta ! Quale sorpresa ! ^_^ !!! Grazie Ombretta. Baciotto.

Vincenzo ha detto...

Parli di Dio, dell'immanente in noi e questo non si trova facilmente in rete. Io non inseguo la perfezione, almeno non quella comunemente intesa, so per certo che esiste naturalmente e spesso ci sfiora senza che noi ce ne rendiamo conto, a volte basta un post per fermare la corsa e riflettere. Però se tu scurissi i caratteri dei tuoi post io farei meno fatica a leggere...
Quanti sanno veramente dell'avvento? Quanti riconoscono nell'aria i segni del cambiamento perenne di questo mondo che ci è stato regalato?
Pochi Milly perchè siamo tutti distratti: non so esattamente cosa ci vuole, non sono sicuro che sia la tenacia o il fisico a rendere avvertibile il soffio della speranza che si rinnova. A me è sempre bastato un soffio di vento in un giorno qualunque di una qualunque giornata per essere investito ( mio malgrado) dalla luce.
Peccato che non riesca mai trattenerla per più di un attimo.

milly ha detto...

Caro Vincenzo, ho modificato il "font", va un po' meglio? Ovvero, ti riesce più facile leggere? spero di si ! ^_^ !!!
Le tue osservazioni mi sorprendono piacevolmente. Mi piace quel tuo "soffio della speranza che si rinnova", quel "soffio di vento in un giorno qualunque": il tuo spirito è attento, è "vivo". Anche tu sei un "abitante" del tuo cuore(come mi definisco) cioè, non ti passa accanto la vita senza che tu te ne accorga, o sopporandola maldestramente, e questo è una virtù; non sei distratto o coperto/protetto da mille sciarpe per poter percepire quel lieve soffio, ne' preoccupato di metter mani agli occhiali da sole se arriva quel raggio che -come dici tu, tuo malgrado - "investe" !
E' un "bel gioco": credo ne faccia parte delle regole - di questo gioco - che tu non riesca a trattenerla per più di un attimo, ne è la sua specificità e bellezza. Almeno, lo è per me; un continuo allenamento (ecco il "fisico" che traspare...) per imparare, ogni giorno un po' di più, anche quando parrebbe diminuire, a trattenerla nel cuore per poterla regalare anche a chi la scorge solo di lontano (ricordi? io la chiamo "tenacia"...ma ognuno può dargli il nome che meglio crede) . Una continua domanda, una continua ricerca. Questo è quello che mi appassiona di più. Buona settimana, Vincenzo ! di cuore!