giovedì 19 gennaio 2012

ri-tessere

Oggi, mi colpisce questa frase  della Scrittura: 

"I passi del mio vagare tu li hai contati,
nel tuo otre raccogli le mie lacrime: 
non sono forse scritte nel tuo libro?"
Dal Salmo 55(56)






Le relazioni umane sono un grande grande mistero.
A volte, per mantenerle vive, occorre un impegno che di umano ha poco: direi, anzi, che ha qualcosa di "divino". Specialmente il perdonare.
Penso che anche la persona più saggia al mondo possa commettere errori e, questa, è un'affermazione molto consolante, visto che la saggezza non è tra le mie doti più spiccate...
Partendo proprio da ciò, credo sia importante, quando si vive un conflitto, riconoscere di non avere ragione: è anche una strategia, senza che questa parola abbia il sentore di "furbizia" che, spesso, le si attribuisce.



Ma è, in ogni caso,  un primo passo per aprire il cuore all'altro e alla prospettiva che, da dove si trova, egli/essa vive e vede, visuale totalmente diversa dalla propria ma non per questo "sbagliata".
E' però altresì importante che tutto questo sia preceduto dalla volontà di "ricucire", di "ri-tessere". Senza di questa, penso che il resto sia tutto vano. 
Se c'è tale volontà è più semplice esprimere quello che il cuore custodisce.
Non può esserci vero perdono se non c'è  reciproca sincerità, se i cuori non si "parlano". Perchè le parole non pronunciate, quelle parole che non raggiungono o non osano raggiungere le orecchie del cuore dell'altro, resteranno sempre di inciampo, anche quando non vorremmo, anche quando non ne abbiamo la totale consapevolezza. Restano lì, a vagare, a disturbare.

Anche questo devo continuare a trasmettere ai miei figli, se desidero un mondo migliore.

Have a nice day !

^_^ 


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