sabato 31 marzo 2012

Se la nostra vita si è effusa in parole inutili, non ascolteremo nulla,non diverremo nulla, e alla fine, siccome avremo detto tutto prima di aver qualche cosa da dire, rimarremo senza parole al momento della nostra più grande decisione.
Ma il silenzio è ordinato alla dichiarazione finale. Non è fine a se stesso. Tutta la nostra vita è una meditazione della nostra ultima decisione la sola che importi. E meditiamo in silenzio. Eppure in certo senso abbiamo l’obbligo di parlare agli altri, di aiutarli a veder il modo di prendere le loro decisioni, di insegnare loro Cristo. E nel far ciò,proprio le nostre parole insegnano a essi un nuovo silenzio: il silenzio della Resurrezione. In questo silenzio si formano e si preparano in modo da poter dire anch’essi quanto hanno udito:
Io ebbi fede, perciò parlai
(Sal 115,1).
-Thomas Merton - 
 

Ieri sera ho goduto di un'esperienza che ogni anno attendo con gioia: la Via Crucis sul Monte Rua.
Qui, a poca distanza da casa mia, ci sono i Colli Euganei e, nei Colli, il Rua: lì vi sorge un Eremo Camaldolese, molto particolare, raggiungibile percorrendo a piedi una strada che, per quest'occasione è chiusa, che porta alla cima del colle.
Quest'anno abbiamo meditato con le parole di Romano Guardini.
Sotto un cielo stellato, ho percorso le varie stazioni, assieme ad altre duecento persone.
Il numero non è un dato superficiale: eravamo in tanti e il cammino non è così semplice, in così tante persone, di varie età.
Ho camminato in silenzio. Il mio sguardo era rivolto prevalentemente al pavimento, mentre camminavo, non tanto per timore di cadere - la luce delle torcie, della Luna, di qualche pila, rendeva semplice il percorso- più per pudore: per non incontrare gli occhi di altri, la fatica o la freschezza... tutti i sensi erano ben accesi: sentivo i profumi, vedevo il cammino, percepivo il respiro di chi mi stava accanto, ascoltavo... ascoltavo... Alzavo, poi, gli occhi verso i lettori, durante la sosta  per le meditazioni.
Ogni tanto Luca si avvicinava e mi stringeva, allungando il suo braccio destro,al suo fianco; a volte io sgattaiolavo via.
E' bello percorrere un po' di strada insieme; è anche bello stare un po' da soli.
Mi è capitato di alzare lo sguardo, qualche volta, al cielo: le stelle mi guardavano. E io guardavo loro.

Mio Signore Iddio, non ho nessuna idea di dove sto andando. Non
vedo la strada che mi è davanti. Non posso sapere con certezza dove
andrà a finire. E non conosco neppure davvero me stesso, e il fatto
che penso di seguire la tua volontà non significa che lo stia davvero
facendo. Ma sono convinto che il desiderio di piacerti, in realtà ti
piaccia. E spero di averlo in tutte le cose. Spero di non far mai nulla
senza un tale desiderio. E so che se agirò così la tua volontà mi
condurrà per la giusta via, quantunque possa non saperne nulla. Però
avrò sempre fiducia in Te per quanto mi possa sembrare di essere
perduto e avvolto dall’ombra di morte. Non avrò paura, perché Tu sei
sempre con me e non mi lascerai mai solo di fronte ai pericoli.
Anche questo piccolo pezzo è di Thomas Merton. Non c'entra nulla con le preghiere di ieri, ma è un po' quello che sentivo ieri sera mentre camminavo e mi chiedevo quante volte, davvero tante, il mio cuore ha sentito emozioni uguali o molto simili a quelle di qualsiasi altra persone ma pochi, solo pochi, hanno saputo esprimerle così bene!

 C'è una preghiera che mi ha dato da pensare, alla Quarta Stazione :

(...) Insegnami a superare il rispetto umano,
quando mi vuol impedire di testimoniarti.
Insegnami a fare a meno
della stima degli uomini
quand'essa mi vuole distogliere dal dovere.
Insegnami a superare perfino l'amore
per gli uomini, foss'anche grande e puro,
non appena fossi in pericolo
di diventarti infedele a causa sua.
Però, Signore, insegnami a fare questo
come tu l'hai fatto: nell'amore.
Non duro, non indiscreto, ma delicatamente
e con tenerezza.
E sono certo: quand'io dovessi
far forza all'amore per amor tuo,
esso si rafforzerà in te.
E ciò che deve perdere per te,
lo guadagnerà mille volte in te.

Ma quella che davvero ho sentito "mia", tra tutte le preghiere di ieri sera, è proprio questa, che ora condivido qui, e che mi accompagnerà per un po' ... come Thomas  Merton.

Gesù,
tu il forte, tu sei in me e io in te.
Con te io devo poter perseverare nel dolore,
anche quando credo di non farcela più.
Con te io devo poter compiere il mio dovere,
anche quando mi diventa tanto pesante.
Aiutami tu perché nelle croci non mi scoraggi,
perché nln diserti il mio dovere.
E se cado, se la forza mi viene a mancare, aiutami a rialzarmi di nuovo.
Tre volte tu sei crollato a terra,
Insegnami a capire, Signore,
che tu non ci chiedi di non diventare mai deboli,
ma piuttosto che abbiamo a rialzarci
sempre di nuovo.
Insegnami a riconoscere che tutta
la nostra vita sulla terra
è un continuo rialzarci,
un continuo iniziare da capo. 


buona Settimana Santa ad ognuno. E buona Vita !!!    ^_^



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