mercoledì 18 aprile 2012

Urlo o bisbiglio. Rumori di poco conto, delicati sussurri liberatori.

Sento battere il mio cuore.
Non è cosa da poco.

Due giorni fa leggevo un articolo di  un noto quotidiano;  parlava   di una camera particolare, studiata per eliminare qualsiasi suono, nella quale pare che  nessuno sia mai sopravvissuto più di 45 minuti: la totale eliminazione di rumori e suoni esterni alla   persona umana, ovvero,il silenzio assoluto,se protratto per quasi un'ora,risulta insopportabile. In questa camera avvengono allenamenti per gli astronauti, nonchè esperimenti di vario tipo sulla mente. Mi affascina l'idea - insisto, l'idea - della compagnia dei soli suoni prodotti da chi vi è dentro: brontolii di pancia, battiti del cuore, respiro, fischi nelle orecchie, scricchiolii di ossa...  Mi  piacerebbe provare.

Tra le occasioni in cui sento il mio cuore battere, oltre a quelle di rito - condizioni di stress da esame, da pressioni lavorative, innamoramento - c'è anche quella dell'ascolto.
Ieri mi trovavo a parlare al telefono con un'amica la quale sta vivendo una situazione davvero pesante. Sempre più spesso mi accorgo che quando sono in "questa" o in "quella" situazione è come trovarsi all'interno della lavatrice durante la centrifuga : schiacciata alle pareti, messa al muro dalla forza centripeta del  vortice, che tenta di portarmi lontano da me stessa.  Dal di fuori dell'oblò, invece, si può vederne la velocità dei giri, il  colore dei tessuti ...

Non è così semplice, anzi, non lo è affatto, trovare la forza dell'obiettività.

Ma a questo servono gli amici. O no?
Sentire battere il proprio cuore significa sentirsi  vivi, ma vivi fino in fondo.  Questo accade quando dono a qualcun altro una parola di conforto, una parola di vita. Come un equalizzatore, che ti aiuti a togliere questo e quel "rumore" che ti impedisce di apprezzare il vero suono del tuo cuore.
 Nel mare di parole che sono abituata a sentire, a volte senza ascoltare, e in quelle che io stessa pronuncio o sbraito, o, talvolta sussurro perchè comprendo quanto siano pesanti per le orecchie ferite di chi ascolta, vi sono anche quelle che sento che, pronunciate arrecano sollievo, a tratti dolore, ma non vana sofferenza in quanto illuminanti - luce- per altri. Per questo è così importante non confondere i rumori ma, allenarsi assiduamente a riconoscere quali di essi ascoltare. Perchè nella prigionìa di momenti difficili, si possa tornare a sentirsi liberi.
Ma ciò accade,forse, solo quando si ha sperimentato sulla propria pelle la prigionia  e la libertà.
Solo se ti metti nei panni dell'altro.

La prima Lettura di oggi mi sussurra che le persone - il popolo - hanno bisogno di sentire parole di Vita. Non di morte, come ogni parola vana, vuota, effimera. E ciò è liberante per chi ascolta e per chi parla.
Vorrei, allora, fare il possibile perchè anche io, oggi, ora, sia così coraggiosa e capace di far passare attraverso le sbarre i cuori prigionieri della mancanza di serenità o di situazioni di difficoltà;  di chi incontro, in ufficio, a casa, tra le persone che incrocio lungo la mia strada.

Curioso è, poi, il Vangelo odierno - parte del colloquio notturno di Gesù con Nicodemo - specialmente nell'etimologia : Nicodemo viene da  νικη (nike, "vittoria") e δημος (demos, "il popolo")ovvero "vittoria del popolo", "vincitore del popolo" o "vincitore fra il popolo".  Il Signore parla di Luce e di Verità.  Ed è illuminante, come sempre.  ^_^ .

Mi piacerebbe andare a Lucca, ove è conservato un crocifisso del VoltoSanto.
La leggenda dice che proprio Nicodemo - che oltre a cercare la Verità e la Luce per la sua vita sarà anche colui che difenderà Gesù davanti ai farisei e all'intero sinedrio per non avere ascoltato Gesù e, in seguito,  aiuterà Giuseppe d'Arimatea a darGli  sepoltura - decise di intagliare una croce con Cristo crocifisso e, concluso il corpo, si fermerà sul Volto, desiderando di scolpirlo quanto più somigliante al Gesù che egli stesso vide. Prega e, stanco, si addormenta ma, al suo risveglio, il Volto era apparso, scolpito da un angelo. 
E' un volto Vivo. Un Cristo redento, con gli occhioni ben aperti. Mi piace.
Al di la della leggenda. A questo è venuto: a liberare i cuori da tutti i tipi di morte. E sono tanti, tanti davvero!

Una persona, stamattina, ha avuto un'accesa discussione, molto vicino a me.
A fine mattinata, fuori, in attesa della chiusura,eravamo io e questa persona che, guardandomi negli occhi e mi ha chiesto "Come stai".  Anch'io l'ho guardato negli occhi e gli ho posto la stessa domanda, senza rispondere.  E' stato importante per lui, parlare, aprire il suo cuore. Credo che, quando sento un peso che impedisce al mio cuore di battere come vorrebbe, mi piacerebbe poter condividerlo con qualcuno. Così come è desiderio importante per me, penso lo sia anche per gli altri.  Non è tempo perso. Sul serio.
E... funziona! nel senso che condividere "la croce" dei pensieri li allevia, non so come.

Chiedo al Signore che mi renda più sensibile al "peso" degli altri.
Chiedo di poter vedere il Suo volto in chi mi sta accanto. E di essere degna di far vedere il Suo Volto compassionevole, per chi ne sente il reale bisogno.

Un abbraccio virtuale ma forte a MG., ad O., a G.e a D. ognuno per un diverso dolore, vi tengo stretti stretti vicini al mio cuore.
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