venerdì 4 maggio 2012

I miei sette pezzi: frammenti di me... davvero senza senso?

Quando qualcosa mi "si rompe", a volte tento di aggiustarla, altre volte la butto.

Ho scritto "qualcosa". Ciò che si rompe, però, non sempre è oggettivabile, talvolta è qualcosa di invisibile, ma che senti dentro.

E .... Perchè? quel perchè di stupore dei bambini,quasi fosse una necessità impellente, la curiosità di capire come "funziona", magari senza il libretto delle istruzioni....  ;-) .

Pensando ai "pezzi da mettere insieme", sono giunta ad una conclusione: mi piace il Tangram.




Scopiazzato da Wikipedia, (spudoratamente un "copia&incolla") :

La leggenda, sull'origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingere sulla porcellana le bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi.

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