venerdì 20 luglio 2012

"de picoeòn"... ovvero, "tristezza per favore vai viaaaaa"

Mi è stato chiesto di guardare dentro di me e di "ri-veritalizzare" i miei sogni.
L'ho fatto, mi sono guardata dentro : non ho trovato niente....
Eppure scavavo, scavavo alla disperata ricerca di qualcosa.
Erano molti anni che non sedevo, di notte, sull'erba, sotto le stelle.
Le gambe rannicchiate, tenute insieme dalle mie braccia ad anello; ho chiuso gli occhi.
Ho abbassato la testa chè si raccogliesse all'interno dello spazio concavo che si era creato con la mia posizione.
Ho visto che vedevo solo buio, tanto buio.
Sono rimasta così un paio di minuti.  Qualche minuto alla ricerca del mio sogno, dei miei sogni.

Ma che fine avevano fatto ? !

Che fine avranno fatto ?!

Ho aperto gli occhi.
Sopra di me, il cielo stellato.
Una lacrima rigava il mio volto e, sfidando il pudore che naturalmente si appropria della mia spontaneità, ho lasciato che lo scintillìo delle stelle si riflettesse su di essa.
Forse è questo il sogno, essere li, in quel momento, dopo una giornata irta di lavoro ad orario continuato, invece di essere a casa sul divano a sonnecchiare, spinta dalla curiosità di una figlia che insegue i suoi, tanti, sogni pur quando intorno a lei c'è un avvenire incerto e tante,tantissime domande sul senso delle cose.

A volte, ci si smarrisce, ingoiati dai pensieri. In quei momenti di totale buio, sentire la storia più triste del mondo può anche farti stare peggio:  accorgerti che ci sono situazioni di estrema sofferenza, invece di incoraggiarti e farti dire "nonostante tutto, io sto molto meglio" ti da ulteriore senso di inadeguatezza, visto che le tue "son così poca cosa in confronto ma sto male lo stesso"...; incrociare una persona anziana può farti pensare a quanto implacabile sia la parabola della vita che ti rende l'ombra di ciò che eri, instabile nei tuoi passi, lento nei movimenti, incapace di contribuire alla macchina vorticosa della società e dell'econimia,  a volte poco più di un vegetale, anzichè farti nascere profonda reverenza nei confornti di tanta saggezza o esperienza; osservare un bimbo ti genera quasi repulsione per tutto ciò che ancora gli deve accadere e deve imparare, anzichè cadere estasiato innanzi a cotanta umanità liofilizzata, in germe, dalle mille possiblità e potenzialità.
Anni fa, all'idea di essere prossimi alle ferie, mi animava un'energia indescrivibile (andiamo di qua, facciamo questo, visitiamo quest'altro, saliamo, scendiamo...) ora non so nemmeno in quale stato ci arriverò...
In tutto questo, oggi, Tu mi dici "Misericordia io voglio, non sacrificio".
Misereo cordis. Ecco la matrice: il cuore. "Misericordia : sentimento per il quale la miseria altrui tocca il nostro cuore.".
Eccolo, il mio sogno. Usare, anzi, essere Amore.Farmi toccare dalla miseria altrui.  Perchè è la mia stessa., si tratta del mio stesso bisogno di Amore.
Aiutami , Signore, a percepire meglio che la Vita non è un film. Che non sempre devo per forza sentirmi bene. Che è in momenti buii che posso vedere le stelle, che devo accettare anche stare dentro alla vita piena di colori e che, oltre al giallo, al rosso, al verde, al blu, ci sono anche i grigi, il piombo, il marrone.... 
Aiutami, Signore a capire che è vero che tu guarisci anche le mie miserie.
E ora, che mi immergo in un'altra giornata di lavoro, riesca a scorgervi il Tuo volto, sentire la Tua mano che stringe la mia quando questa vorrebbe battere i pugni sulla scrivania...









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