domenica 19 agosto 2012

Verte desnuda es recordar la Tierra.
La Tierra lisa, limpia de caballos.
La Tierra sin un junco, forma pura
cerrada al porvenir: confín de plata.

Verte desnuda es comprender el ansia
  de la lluvia que busca débil talle
o la fiebre del mar de inmenso rostro
sin encontrar la luz de su mejilla.

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d'argento.

Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso

che non trova la luce della sua guancia
Federico Garcia Lorca, autore di questi versi, è nato con i piedi piatti. Un dettaglio? si, ma di peso.
E' grazie a questo difetto fisico che Federico evitava il gioco e lo svago con gli altri e prediligeva l'introspezione, sviluppò la capacità poetica di interpretare il mondo che lo circondava con occhi "diversi", i "suoi" occhi.

Penso che ognuno di noi abbia una piccola finestrella, che ogni tanto si apre su quella virtù chiamata Sensibilità, di cui spesso non rammentiamo l'esistenza, salvo ricordarcene non appena la Vita ci presenta qualche situazione di estrema gioia o, viceversa, nostro malgrado, vicende tristi o difficili da accettare...
Chiedo al Signore, sempre lì, accanto, con il nostro cuore in mano, di aiutarci a tenere "a galla"  la bellissima Sensibilità, di cui Lui è Creatore.

E, siccome è caldo, lascio qui una stupenda foto in parole - Poesia -  sempre di Garcia Lorca.

Leggila piano piano, come fosse un pezzettino piccolo di cioccolata, da assaporare lentamente.

pioggia

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio.

È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.

È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.

La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l'illusione inquieta di un domani impossibile
con l'inquietudine vicina del color della carne.

L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.

E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.

Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.

O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.

O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da' all'anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!


3 commenti:

enzorasi ha detto...

E' la poesia, la capacità di scriverne, quella di leggerne...quella di commuoversi e elevarsi su un altro piano che ci distingue da qualsiasi altro essere vivente di questo pianeta.
Ah, dimenticavo: anche quella di proporla e sceglierla.

milly di lorenzo ha detto...

Caro Enzo, grazie. E' proprio quello che sento. Penso ad ogni forma di arte, che, non so bene come, ma, attraverso qualche misterioso modo, ci avvicina e ci divinizza, per quell'istante in cui lasciamo che avvenga...
Dolce Enzo, siamo in sintonia. Un sorriso a te.
^_^ !!!

maria antonietta ha detto...

le tue parole son pennellate di colori che scaturiscono dall'anima
grazie