giovedì 1 novembre 2012

Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

Ricordo un momento particolare, in cui, durante una discussione con altre persone - adulte- sul modo dei nostri ragazzi di prendere i cosiddetti "impegni" e portarli avanti mi sentiì davvero strana.
Fu un momento, quello, che, fino a qualche tempo fa, detestavo ricordare: sia io che Luca fummo etichettati come "i tristi", perchè la vita "è fatta per divertirsi, dobbiamo fare in modo che i nostri figli si svaghino", mentre noi, reduci dall'osservazione di come alcuni, una in particolare,si spendesse perchè tutto funzionasse, fosse puntuale agli appuntamenti, rispettasse la parola data ed altri no... Sì, noi, i tristi, ci sentivamo incompresi e fuori luogo, illusi di poter aiutare altri a capire che, nel rispetto dell'altro, se si è in gruppo - come in famiglia-  sarebbe auspicabile che ognuno facesse  la sua parte, desse "una mano"...
 
Il tempo ha dato motivo a ciascuno di capire... specie a quelle due persone.
 
Ieri il vento soffiava fortissimo, e pioveva, tanto, tanto.
Mentre ero alla cassa del supermercato -  intenta nell'odiosa operazione di tenere il passo alla velocità disumana del lettore ottico  ove, un tempo, si aveva  il tempo  di inserire con un minimo di criterio la spesa dentro alle borse mentre il cassiere digitava il prezzo e il codice del prodotto - entrano cinque bimbi, età media otto anni, forse nove, travestiti da zombies,streghe e vampiri. Si avvicinano al malcapitato cassiere e pronunciano il fatidico "dolcetto o scherzetto?".
Fuori imperversava la bufera, e io, con lo sguardo, cercavo, al di la delle porte scorrevoli, il volto di una mamma che, da dietro il vetro, seguisse la scena del gruppetto.
Non c'era nessuna mamma.
Il cassiere si rivolge ad un collega che in quel momento era "libero" e dice "Enrico, gheto calcossa da darghe? cossa ghe dazemo... tiro fora dèe bustine de figurine?" , e sottovoce dice a me " Sa,noi qui non possiamo dare caramelle ...sono un dipendente..." quasi a giustificare il suo mancato "dolcetto".
La scena s è risolta li, i bimbi discretamente contenti, il cassiere libero dall'imbarazzo del momento.
 
Se fossi giornalista, se avessi la possibilità di intervistare Pietro, o Teresa di calcutta, o Domenico Savio, o Karol Wojtyla, chiederei loro  :" è stato impegnativo ? " . "Quante volte ti sei sentito fuori luogo ed incompreso?" .
Avrei la stessa risposta, probabilmente, che darebbe il vincitore sul podio di una gara, o il maratoneta arrivato prima al traguardo. O no?
 
Non è certo stato "facile". Ma si, fattibile.
 
Si tratta solo di capire se mi piacerebbe essere così. E se, lungo la strada, mi piacerebbe che anche mio figlio, mia figlia, mio marito, il mio collega, il mio capo, la ragazza al telefono, gli altri, mi piacerebbe che fossero così. Tutti, probabilmente, vivremmo in un mondo diverso, forse, migliore.
 
Ogni anno, in questa data, mi ritrovo a pensarci un po' su. A pensare che, senza impegno, non si riesce. Intendo, nella vita, anzi Vita, intendo.
 
Solo l'Amore che metto nella mia Vita, vale. Ed è lui, questo Amore, che fa sì che la Vita sia valsa la pena di viverla. Come può non essere impegnativo, tutto questo?
 
Ma anche gratificante ! non molte volte mi è capitato, ma quando me ne accorgo, lo è davvero. E vale per tutte le altre miliardi di volte che, magari, il vento forte, la pioggia, gli uragani, sconquassano i nostri giorni. Sul serio, provare per credere.
 
Per questo, sono convinta - e non ho molte convinzioni nella vita... - che ogni vita ben spesa è quella al servizio dell'altro, solo così l'Amore si manifesta. Tutto il resto è "altro" (egocentrismo, protagonismo, erotismo e autoerotismo e mettici dentro tu, quello che meglio credi).
 
Per questo, ogni anno penso che oggi sia la nostra festa, la festa di tutti e di ognuno, di quelli che hanno a cuore il destino dell'Altro, del prossimo, accanto a chi di amore non ne ha, o non lo conosce, o non lo riesce a sentire. Non occorre, allora, avere dedicata una piazza, una via della città, una casella nel calendario... i più sono persone sconosciute,  come noi. Come me e come te! Che hanno reso il mondo più vivibile, più umano, più ... bello. Nel mio piccolo, vorrei poter cercare di farlo anch'io e, ne sono sicura, che, con un po' di impegno, ci provo ogni giorno. Se vuoi, puoi provare anche tu.

Io oggi lavoro, sicchè ... Buon nostro giorno a tutti !







 
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