venerdì 9 novembre 2012

Mumble?... si...

Stamattina sono - stranamente - arrivata presto in centro.

Onestamente, l'idea era andare a ritirare una raccomandata alle Poste Centrali ma, giunta davanti al portone, un minicartello dimensioni A4, ci dice (eravamo un gruppetto di utenti) che oggi gli uffici aprono alle 9,30 alle 12.15, poi richiudono fino alle 15,15.

Così, complice qualche minuto in avanzo, cammino lentamente verso l'ufficio.
Camminare lentamente offre l'occasione di guardare qualche vetrina in più, di scoprire qualche dettaglio lungo la strada che non avevi notato prima, di incrociare senza schivare la gente che ti passa accanto e riuscire a carpire qualche espressione del loro volto, qualche parola, qualche frase...
Mi giunge un'improvviso :"Andiamo verso il peggio".
Giusto qualche passo più in là, un: "Così non ce la faccio"...

Penso che siano frasi che calzano in molte situazioni.
Penso a un'amica che si sente sola ed incompresa, ad  un'altra che sta vivendo una situazione particolarmente dura in famiglia, penso ad un collega i cui giorni sembrano tutti così uguali e così squallidi perchè ha perso la passione per ciò che fa.

Sono questi i giorni in cui è difficile pensare positivo.
L'etimologia, come sempre, mi viene in soccorso e mi fa sorridere perchè arriva sempre così opportunamente...indicandomi che positivo viene da pòsitus -  participio  passato del verbo pònere -
 
 che vuol dire porre, piantare, collocare, fabbricare.
Ma... allora...
Su cosa poso la mia Vita?
Dove la pianto?
Come la colloco?
Cosa mi porterà a fabbricare? Cosa lei ha fabbricato/fabbricherà in me?

Se fossi un fumetto, in questo momento, sopra la mia caricatura ci sarebbe una nuvoletta con un bel "Mumble ... mumble..."

E' dura avere Speranza, lo so.
Ma senza di essa è solo disperazione. Ed io non voglio vivere una Vita posata sulla disperazione, credo sia indegna.
Per quanto sia difficile, dura, vuota, triste, malata, offesa, vorrei avere sempre un briciolo di speranza, da tirar fuori, da dove non so,  e tenere stretta in mano.

E' un po' ciò che mi ha fatto sorridere quando, prima, cercavo nel dizionario Etimologico.

Perchè la prima Lettura del profeta Ezechiele, Scrive:

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Àraba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».
 
Mi piace. Cerco nel mare del mio cuore l'oriente che orienti la mia Vita. Perchè,lo ripete molte volte, dal lato destro scaturisce quell'acqua che sgorga dal santuario. Ed è quella che risanerà il mare.
E mi da un po' di speranza, in un futuro che viene. Perchè domani diventa oggi, vivendo.
 













 
Posta un commento