sabato 5 gennaio 2013

Ti è mai capitato di cercare con frenesia un oggetto a cui tieni tanto ?
 
Hai presente quell'angoscia , perchè, pur cercandolo affannosamente, non lo trovi?
 
Il contatto con il dolore è sempre un'esperienza durissima.
 
Quando si tratta del dolore di una persona cara, quasi viene amplificato dai sensi, perchè vorresti con tutto il cuore che non fosse vero, e se proprio dovesse essere, che passasse veloce, zac! E ti nasce dal di dentro quell'urlo : "Perchè?!!".
Senti un solco profondo aprirsi nel cuore e provi un senso di ingiustizia e di impotenza incolmabili.
 
Questa sensazione è così tagliente che, quando invece riguarda qualcuno che non gode della tua stima, quasi quasi pensi :"Finalmente! questa  è giustizia!", quasi a pareggiare un invisibile conto che avevi in sospeso.
 
In realtà, non vi è pareggio possibile. Alla fine, davanti al dolore e davanti alla morte, siamo tutti uguali. Forse, tutti  un po' più amici... tutti un po' fratelli.
 
Queste ultime settimane è un susseguirsi di persone che "tornano a Casa...".;personaggi pubblici, famosi ma che non conosciamo di persona ed, anche, purtroppo, persone vicine. Mi sono trovata spesso ad ascoltare in silenzio il dolore di amici. A non sapere come, cosa, quale... (come consolare, cosa dire, quale conforto portare...)

Penso che, forse, la morte sia davvero una profonda ingiustizia. E la sofferenza che la precede, ancor di più, quasi volesse essere una volontà diversa da noi, capace di distogliere anche i più ragionevoli buoni propositi, anche le certezze più radicate. Ma, in questo buio, anche il silenzio diventta frastuono, perchè è una notte insopportabile.  Ed è insopportabile proprio perchè noi siamo fatti per la Luce: per la Vita, non per la morte, per la Gioia, non per il dolore. E quando questa luce ci viene a mancare vaghiamo, imploranti, alla sua ricerca.
 
Per me, è una grande consolazione, il Vangelo di domani.
Mi piace pensare che esiste qualcuno che mi può indicare la Luce, un mio ReMago. Anzi, in tempo di bilanci, guardandomi alle spalle indietro nel tempo, credo di averne incontrati più d'uno. Credo, anzi, che molti abbiano incrociato la mia strada senza che me ne rendessi conto, al momento, eppure, dopo questi "incontri", anche io "per un altra strada feci ritorno", perchè ti accorgi che la tua vita non può più essere uguale a prima...  Prova a pensarci anche tu...

E, se penso alla morte, è meraviglioso che proprio nel giorno dell'Epifania, in chiesa si senta il "ricordo" della Pasqua. Che non si esaurisce nella Quaresima: ma è Risurrezione!!!
 
"Al vedere la stella provarono una gioia grandissima".  Si, perchè pur sapendo che l'avrebbero vista, finchè non la videro, cercavano.. cercavano...
 
Signore, io ti prego perchè il dolore non spenga la nostalgia di Luce che è in noi.
Fa che anche io possa portare qualcun altro a sentire un po' di luce.
Chè sia capace di augurare a chi incrocerò, a chi avvicinerò, queste parole di Isaia, così incoraggianti, speranzose.
 
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.
 

2 commenti:

minimo ha detto...

Milly la morte non è un'ingiustizia, E' sbagliato dare a un evento fisiologico valenze diverse da quelle naturali. Soffriamo perchè siamo fatti di spirito e cuore ma dentro la metafisica oltre al dolore esiste anche la speranza, la certezza che non ci esauriamo nell'organico ma siamo altro e di più. In questo senso credo debba essere considerato l'invito al rispetto della vita e della MORTE che il cristianesimo da sempre propone. Nessuno ci proibisce di soffrire nessuno può obbligarci a non considerare la morte solo un passaggio: ci sono altre dimensioni, altre mete e noi vi apparteniamo.

Serviano ha detto...

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