giovedì 4 luglio 2013

Alchimia dal giusto equilibrio


Provocata da un post nel blog  di un amico, ho buttato giù alcuni pensieri.

C'è una sottile differenza tra Narrare e Raccontare.

Un po' come "eseguire" una ricetta, passo dopo passo, ed invece sporcarsi o lasciarsi sporcare le mani dagli ingredienti per ottenere quell'alchimia dal giusto equilibrio tra sapore,colore,profumo....

Nel narrare, si parla ma non solo; necessariamente tutto l'essere si coinvolge, aggiungendo quel "qualcosa" che nessun altro, pur ripetendo in successione le stesse tue parole, potrà mai ripetere: il tono di voce,l'emozione mentre pronunci quanto pensi e senti, lo sguardo, la gestualità... quell'alchimia del giusto equilibrio, irripetibile come l'impronta digitale.
 
Cercando poi un'immagine che rendesse visivamente l'idea, mi accorgo che internet ne offre alcune, poche, e tutte ritraggono bimbi piccoli, specie durante qualche mattina alla scuola dell'infanzia.
 
Questo mi fa pensare che siamo abituati ad usare la narrazione per comunicare - specialmente veicolate da emozioni - alcuni insegnamenti a persone che, ancora, non sanno leggere. Quasi come se, col passare del tempo e con l'acquisizione di competenze quali lo studio, non occorra più quel "narrare", perché, poi, ti arrangi da solo.
 
Sono, invece, fermamente convinta che la narrazione, proprio per il diretto coinvolgimento di tutto l'essere, sia strumento privilegiato per trasmettere quel qualcosa in più che, da soli, per quanti libri si ingurgitino, non si riuscirà mai a percepire se non in lontananza.
 
A cena, ieri sera, Sara, di ritorno dal suo "esodo" di Mestre, (tirocinio concluso!!! sto esultando...) ci ha "narrato", sgranando gli occhioni, abbassando leggermente il tono di voce che, quando si muore, si pesa 21 grammi in meno.
 
.... .... ....chissà... ... ...
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