sabato 16 novembre 2013

In un pianto, quante lacrime si versano?

"(...).Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita."





Ci sono momenti nei quali sento il bisogno di fuggire.

Eh, lo so... lo so... Non dovrei, bla bla bla, non sei l'unica, bla bla bla, c'è di peggio, e via discorrendo.
 
In quei momenti, se ho la fortuna di essere in solitudine, piango.
Se invece, come spesso capita, sono in compagnia, vado avanti, come niente fosse ma  scommetto che,potessi pesare la mia anima, altro che i miei 48 chili scarsi....
Sono questi i  momenti in cui detesto la forza di Gravità, Newton e tutto il resto, perchè l'anima, fluida, trasparente, no sopporta la costrizione dell'involucro/corpo/mente, specie quando questi due diventano tali da impedirle di essere lieve.
Altre volte, però, riesco a spuntare qualche momento da sola allora i casi sono due: lei va perdendo peso, infilandosi in ogni goccia salata che scende, oppure inizia una gara di  corsa.
Come, di corsa? che dici, Milly, proprio tu che detesti ste robe?
Eh, ma c'è corsa e corsa.
Qui si tratta di correre in fuga, per evitare di farsi prendere dai pensieri.
E allora, ascolto un po' di musica, leggo qualcosa, cerco di deconcentrare l'attenzione dal dentro al fuori.
Si, a volte si fugge dal "dentro"; è una strategia di sopravvivenza. Come altre.
Pur desiderando con tutte le proprie forze un angolino di tempo per se', quando questo finalmente arriva, tu fuggi, scappi, non pensi, ti distrai.
Come oggi.
 
"Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita".
 
Ma, prima ancora : "Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto".
 
Ci si sente delusi, traditi. Da un futuro che è già passato, e che non ha soddisfatto le aspettative; dai colori di un amore, di un marito/moglie che il tempo ha reso vicini al bianco e nero; da quei genitori che hanno sbagliato tutto, che dovevano insistere dove tu eri incerto, incoraggiarti dove eri indeciso, sorreggerti dove eri claudicante; da quei figli verso cui hai nutrito ogni desiderio di bene mentre li vedi allontanarsi dal percorso che credevi il migliore per la loro realizzazione, gioia, felicità...; dagli amici che si fingono tali mentre scopri che nemmeno loro,che pure tu stesso ti sei scelto, sono "i migliori"...
...e poi, quante forme di uccidere esistono: fisicamente, a parole, ad opinioni, a false reputazioni...
 
Mi diverto ad immaginare che, al posto della parola "capelli", ci sia "lacrime".
Si, perchè, prima o poi, i capelli finiscono.
In un pianto, quante lacrime si versano?
Se ci pensi .... entriamo nella vita proprio così, piangendo.
 
Mah, sai, incapace come sono, difficilmente potrei darti la ricetta della "non sofferenza".
 
Mi piacerebbe però pensare che sarebbe bello che mi abituassi e ci abituassimo ad offrire.
E' più semplice, chiaramente, brontolare.
Sentirsi incompresi, abbandonati da tutto e da tutti. Talvolta diventa quasi  perfino piacevole, trastullarsi dentro alle proprie amarezze. Farne tutt'uno con la mia stessa identità.
Quante volte, anche da piccolina, sentivo sussurrare qualcuno nei miei confronti quel "poverina...." per via di essere, ad esempio, orfana di madre.
E quante volte, ne ho quasi approfittato, di quella pietà che, magari in modo autentico, qualcuno provava per me.
No?
Si.
Quindi........bo, forse, anzi, senz'altro, è necessario dirsi : "Cavolo, io non sono qui per questa situazione, io sono per la Felicità!". Ma successivamente , offrirsi alla constatazione che non sempre si può avere la soluzione "giusta" al momento "giusto", forse perchè tanto "giusta" non lo è, o forse perchè non è veramente ancora arrivato "il momento giusto".
 
E' forse questo il senso del perseverare, cui il mio Maestro, mi invita. A non perdere la Speranza. A non imprecare contro il Cielo. A provare a starci dentro, pur non capendone sempre il senso.
 
 
         Ecco, Signore, sono sempre la solita.
         Quella che ti prende per il collo, a volte anche per i fondelli.
         Quella che non sopporta non capire
         Quella che trova sempre il  modo di lamentarsi ma non il modo di reagire
         Si, sono sempre io.
         Quella che Ti volta le spalle,
         salvo poi girarsi e pretendere che Tu sia lì, ad aspettarmi.
         E la cosa straordinaria è che Tu ogni volta Ci sei.
         Ed io non me lo merito, eppure, Tu perseveri.
         Già... Tu, il Fedele.
         Che mi insegni ad esserTi fedele e a perseverare, nonostante tutto.
         Guarisci il mio egocentrismo,
         Fa' che possa accettare la Tua presenza al mio fianco, anche quando è scomoda.
















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