domenica 25 gennaio 2015

Modalità Panorama ON

TI ho trascurato, povero mio Blog.
E questo implica che, a dire il vero,  "mi sono trascurata" . Si, un po'....
Ma, oggi, avrei tanto voluto poter accedere qui, e scrivere di getto tutto quello che sentivo.
Era una vita che non mi capitava, questa sensazione.
Anzi, davvero tantissimo tempo... di solito, quando mi assalivano questi momenti, mi sedevo sullo sgabello, davanti alla tastiera del pianoforte. Erano davvero i miei "momenti migliori".  
Da quanto tempo non suono ....
Da quanto tempo non parlo con questa persona...
Da quanto tempo non mangio questo cibo..
Da quanto tempo vorrei abbracciare questo o quello, senza il terrore di essere fraintesa...
Da quanto tempo rimpiazzo una cosa per un'altra non del tutto convinta che così vada bene...
Da quanto tempo non mi stringo ai miei fratelli, unico brandello di famiglia che mi rimane, a parte quella che ho costruito nel tempo...
Da quanto tempo... da quanto tempo ....
 
Mi viene da sorridere perché è tutto espresso così, velocemente, nei tweet di questi ultimi venti giorni.
Li mettessi in fila, come piccole componenti di un girocollo, chissà che  bel quadretto ne verrebbe fuori.
 
Ma poi, incontri le persone e non riesci a guardarle come vorresti, né queste guardano te come desidereresti.... e così... i rapporti umani si diluiscono di sostanza, di contenuto, di emozioni, impoveriscono, di tutto un po'.
 
Stamattina scrivevo al volo usando il promemoria del mio smartphone.  Un taccuino no? Si, sarebbe stato meglio, ma il tempo.... il tempo è sempre poco. Scrivevo dal bagno mentre mi asciugavo i capelli, preparandomi per andare a messa.
 
Dormo e dormirei secoli,con qualche pausa di sveglia per cercare il sole, o il rumore della pioggia, o il profumo dell'erba. O il tuo sorriso. Ed è un sonno così inebriante ma allo stesso tempo non ristoratore che dormirei e dormirei e dormirei e dormirei...
 
Uno di quei tweet di cui sopra diceva pressappoco così :
 
Dilemma del giorno:capire perché ci siano persone che nella vita reale nemmeno ti cagano ma si divertono a fare occupazione nei tuoi sogni.  
E' cosi, certi nemmeno sapranno mai, quanta importanza diamo noi loro ed, ignari di tutto questo, ci ignorano.
 
Passando oltre, sopra a questa nebbia di pensieri confusi ma che sai benissimo dove sono e sai anche che non sono leggeri come quella nebbia appena nominata, a menochè non esista una nebbia di piombo, mi rendo sempre più conto che, con l'età, adoro le quinte.
No, macchè, non fraintendermi. Parlo delle quinte come sinonimo di  "dietro i riflettori" .
Infatti, oggi scrivevo "In cerca di Anonimato". Perché ?
Perché in un mondo in cui si fa tanto uso scorretto  dei mezzi di comunicazione di massa, più per personale diletto e narcisismo che per comunicare qualcosa di veramente vero, io resto qui.
Qui dove?, mi chiederai.
Be'.... qui.
Chi desidera mi trova sempre, al mio posto.
Che è qui, non in prima fila.
Sei una contraddizione vivente, dirai tu.
No, no.... ti dico io.
 
Ho sempre amato le luci della ribalta.
Tuttavia - segno dell'età che incombe? - da qualche tempo, da dietro le quinte.
Se avessi seguito la passione per la recitazione, forse avrei fnito col preferire la regia.
O le cuciture delle tende del proscenio.
O spolverare le luci, spostare suppellettili. Dietro, non davanti.
Perché certamente gli interpreti sono fondamentali. Ma un'interpretazione non guidata, non dice nulla.
Così come un'ottima "guida", una perfetta regia, senza alcun interprete perirebbe, deceduta su se stessa, schiacciata dalla propria sterilità.
Ecco, la parola chiave. L'ho trovata. Sterilità. Tra le parole che detesto in assoluto.
 
L'anonimato, allora, inteso come non un "nascondersi", anzi, come un "togliersi" di mezzo, quando senti che li non è più il tuo posto.
E, ti dirò, quando hai il coraggio di farlo, è come scattare una foto in modalità Panorama: vedi un sacco di robe che, prima, nemmeno calcolavi.
Quante esistenze, ti si fanno "sorelle" !
 
Chissà. è forse questo lo sguardo di Jeoshua, nel cuore di ciascuno di noi.
Panoramico.
E mi bisbiglia, continuamente : "Ma Milly, guarda di là!! ", tentando di guidare  i miei occhi da una parte diversa da quella da me scelta.






 
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