domenica 21 giugno 2015

Spesso quando non scrivo da un po', è dura rimettere insieme le sensazioni.

Alcune di esse si sono sciolte, sono cambiate di forma, di consistenza, altre si sono sedimentate e provano a mettere radici, affondando nel cuore.
Altre vagano nell'aria, alla ricerca di un po' più di attenzione da parte mia, approfittando ogni occasione per "tornare" a ronzare.

E' tornata Samantha dallo spazio, c'è stato il Family Day, ci son stati giorni di  pesantezza mentale, ho visto dei bei film, sto finendo di leggere un libro interessante, è uscita l'Enciclica del Papa, è andato e venuto il caldo, intercalato da parecchi acquazzoni, ho fatto qualche foto - molte a dire il vero - di tramonti e albe, di Sole, insomma.
Ho provato a non pensare troppo.
Ho provato a non dar troppa importanza alle sensazioni.
Ho provato.
E' il limite tra il non fare e il non fare "troppo" che, poi, frega.
Vabbè.

Oggi ho vissuto una bellissima condivisione con un ragazzo di sedic'anni: mio figlio. Già!
Chi ha figli di questa età riesce, forse, a comprendere quando dico che è "impegnativo" dialogare.
Eppure ad un certo punto del nostro scambio, sento dire "dopotutto, mamma, io sono anche fortunato, sono forse l'unico della mia classe i cui genitori sono ancora "insieme". E' un prodigio".
Parlavamo della vita, in generale. 
Del desiderare -spesso- quel che non si ha con tale passione da provare grande rabbia per non poter esaudirne il desiderio. 
Devo cercare di essere pronta ad accogliere questi momenti magici in cui il canale della comunicazione è così spontaneo e aperto!


Poi penso a quanto ascoltato oggi, in chiesa.

Che bello essere stanchi e poter riposare!
   - si concedò dalla folla, e chiese di andare all'altra riva. Nel mentre schiacciava un pisolino...

Che bello non essere soli!
   - C'erano altre barche, oltre la loro. E, nella sua, la sua famiglia. Si sarebbero presi cura di lui, durante la traversata...

E' incredibile come, la stanchezza, ma molto più la fiducia che Lui ripone nei suoi, gli permettono di abbandonarsi totalmente al riposo e placidamente prendere sonno.
Capisci? 
Capisci come è sempre Lui che per primo si consegna nelle nostre sporche, incapaci, ipocrite, non sincere mani e pone il suo destino nel nostro cuore?

Non so... a volte credo che Madre Natura abbia occhi e orecchie, e cuore, che agli umani mancano.
Lei, la natura, lo guardava, lo cullava, lo accoglieva, lo ascoltava. E gli è stata obbediente. Lo ha subito compreso, capito. "Taci!", e il vento è cessato. "Calmati!" e il mare ha placato le sue acque.

Noi no.

Perchè?
Parlando personalmente, per quel che mi riguarda, fatico tantissimo a lasciarmi "amare".
E' quasi più semplice "dare amore" che sciogliersi e permettere ad Altro / altri di amare te.
A volte desidererei un abbraccio ma un attimo dopo, ho la consapevolezza che, se lo ricevessi, lo rifiuterei... 
Lasciarsi andare è "compromettente", ti rende "vulnerabile", ti fa "bersaglio", ti espone al "rischio" di soffrire... E' relazione, non chiusura.

Devo imparare, c'è ancora tanta tanta strada da percorrere prima che io raggiunga Te...
Ma Tu, restami accanto, a poppa. Sempre pronto a entrare in azione, Maestro, appena ti invoco.
Nella mia grande stupidità ed incapacità di capire, aiutami a fidarmi pur non capendo sempre le tue vie.

Buon Solstizio d' Estate !!!

^_^













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