mercoledì 30 settembre 2015

Ecco, io credo che certi incontri non avvengano per caso.


-di Susanna Tamaro

L'offerta degli occhi
Alzando lo sguardo verso l'alto, scopriremmo che Dio non impone la sua presenza, ma la offre come possibilità di relazione. Sta a noi, alle nostre orecchie, alla nostra bocca, al nostro cuore dire il sì che ci apre alla Sua Presenza. Solo allora sapremo che il Suo regno non contempla scettri o comandi, non possiede eserciti e non dichiara guerre. L'onnipotenza che lo sostiene è quella fragilissima dell'amore che accoglie. Non è questa forse l'assenza che devasta il nostro tempo? Abbiamo pensato che si potesse vivere bene senza lo spirito di maternità, quello spirito che accetta e accompagna, che protegge e difende, che segue tutto ciò che è piccolo e incerto e fa il possibile perché diventi grande e forte. Non è questo forse il compito di ogni madre: dare la vita e custodirla, vigilare costantemente affinché nessuno violi la sua sacralità?
Dio dunque non è un re, ma un nido. È lì che possiamo ripararci quando siamo oppressi, quando siamo stanchi, quando siamo in viaggio da troppo tempo e non sappiamo più dove posarci. E solo allora, solo nel nido, scopriremo che la sua forma non è un fumoso e impenetrabile mistero, ma è il volto dell'Altro che incontriamo ogni giorno per strada. E che ciò Lui ci chiede, con materna insistenza, non è di prostraci alla sua grandezza, di adorarlo o di offrire sacrifici, quanto piuttosto di offrire i nostri occhi all'abbondanza delle Sue lacrime. Perché solo le nostre lacrime salveranno il mondo.

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