sabato 23 giugno 2018

- Ma sei sicuro che fosse lei ?
- ..mi pare proprio di si!
-  :-(






Passano i giorni su di me, talvolta senza che io me ne accorga.
O forse, di proposito, lascio che passino senza dar loro troppo peso; sai, come quando certi animaletti di piccola taglia, si fingono morti, così da ingannare il nemico e smettere di esserne "preda".

Ma il fatto che scriva cosi poco spesso non vuol dire che sia così lontana da queste  -per me- stanze luminose.

E' solo che, talvolta, spesso, negli ultimi tempi,  mi accorgo che, il sentire tanto vociferare intorno a me, fa si che io preferisca il silenzio. E si che di cose di cui scrivere ce ne sarebbe cosi tante!

Da un periodo non troppo corto, cerco di evitare i luoghi affollati. I centri commerciali, i supermercati, la spiaggia... perchè mi da fastidio la gente. Lo so, è sintomo di un certo tipo di disagio ma, se posso, evito. Per ora.

Chiamare le cose per nome, dare un nome alle cose, ci fa sentire "al sicuro". Ed io penso di sentirmi ancora troppo satura di certi ambienti, certe esperienze e persino di certe persone, che se per caso dovessi trovarmi, come poco fa, al supermercato, faccio il piu' veloce possibile, evitando i volti, gli sguardi, le interazioni. 
E cosi, a volte ho quell'apparente stronzaggine che, sempre negli ultimi tempi, mi rende proprio antipatica. Lo so. Sai quelle persone "cupe", di cui fai volentieri a meno. E probabilmente è giusto questo il mio obiettivo : mimetizzarmi, scomparire... ecco, insomma, il mio personale deserto
Ne sento un vero richiamo. E così mi immergo nei pensieri di lavoro, di famiglia, di vita. 
Non so ancora bene quando e se "tornero'" ad essere quella di prima.
Quale ?  Bo... Certo è che forse quella di prima non ero io? Si, si. 
Ho solo bisogno di tempo, forse di riposo. E di Amicizia.

Dal cuore dell'uomo. -come avevi ragione, Tu!  - è proprio li che si generano i migliori e i peggiori pensieri. 




Domani... il Vangelo.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 
Per una donna il tempo di partorire è un tempo benedetto: un dono che aspetti molti mesi per poterne godere. 
Una sorpresa, perchè per quanto grazie alle tecniche di ecografia in 3D si riesca a scorgere le fattezze del visino, finche non ce l'avrai tra le tue braccia non saprai quanto bello è. Ma, da quel momento in poi, è un continuo "divenire", andare verso la luce, cercare di lasciare che prenda forma, non piu nelle tue stesse viscere, ma nel disegno più grande di cui si farà un po alla volta la scoperta, che c'è dentro ogni Vita, e dentro ogni cuore, e che continuamente si plasma, cambia di forma e di sostanza, per tutto il corso delle nostre vite.

I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». 

Gia, il nome alle cose, il nome alle situazioni, il nome ai pensieri ed ai desideri
Richiede anzitutto capacità di ascolto di cui  tutti -davvero tutti (anche chi pensa il contrario)- siamo dotati ma a cui, spesso,  non siamo pronti. Ascoltare il proprio cuore, ascoltare cosa di vero è dentro alle nostre Vite, è una sfida continua, in un tempo che, al contrario, tenta - tenta!- di portare tutto fuori da noi, tutto alla piazza, alla mercè, al "giudizio"...

 Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Gia, è una vera meraviglia. Dico, fidarsi. Lasciarsi guidare dall'Amore, scioglie tutte le nostre cose "statiche", tutte quelle cose che ci hanno impedito di essere i veri noi.  Conoscere nel cuore questa sensazione  cambia tutte le nostre incapacità in apertura verso la Vita, verso l'altro, verso noi stessi e la nostra unica essenza. 

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
E ci rende capaci di amare gli altri, un figlio, una madre, un marito o una moglie, e a trasmettere questo Amore, aiutando a crescere chi incrocia il nostro cammino. 
Certo, e chi lo ha vissuto sul serio lo sa bene, è un cammino impegnativo. Certo, mille distrazioni. Certo, mille oasi, ma anche tanti deserti.  Ho , però, come la strana sensazione di essere cresciuta più durante i deserti, che nelle - poche o tante- oasi.   

Si, ero proprio io, prima che ho evitato il tuo sguardo e ho cambiato corsia, al supermercato. E ho affrettato il passo verso le casse per uscire il prima possibile.
Sono sempre io, qui, a desiderare Amicizia e poi rifiutarla.
Sempre io che impreco, che sono stufa, che vado avanti nonostante a volte le energie vengano meno e sia dura.
Sempre io che assisto ma non partecipo. Ancora... 






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