domenica 19 febbraio 2017

straordinaria - mente.



-Tu, si, tu: che cosa fai di straordinario ?


       -Cosa vuol dire straordinario, cosa vuoi dirmi con questa parola ?

-Sai, quella cosa che ti fa uscire dal normale svolgimento degli eventi, dal casino della vita quotidiana, dalla consuetudine del cosi fanno tutti, cosi devo fare anch'io.


...


pensavo che suonare il piano fosse straordinario

pensavo che andare via di casa col vento sulla faccia con una valigia piena di progetti e desideri fosse straordinario

pensavo che aiutare una persona fosse straordinario;

che fare un figlio, sentirlo crescere dentro, avere nove mesi di fantasticheria sul a chi assomiglierà, come sarà, sarò capace, fosse straordinario

pensavo che crescere insieme fosse straordinario;

che la prima parola che affiora sulle labbra quando apri gli occhi a mattino sia grazie, fosse straordinario;
che l'ultima parola che sento nella mente prima di addormentarmi sia prego, fosse straordinario.

Pensavo che la capacità di muovere dei muscoli per imbastire un sorriso fosse straordinario. Certo, in alcuni volti lo è davvero!


Poi arriva Uno che ti chiede:


"...e se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario ? ". Che mi riporta coi piedi per terra; alla quotidianità del testimoniare.



Comuque, sono solo "pensieri" alla rinfusa, nel mio cuore a configurazione disordinata.

Del passato Sanremo tengo soltanto due canzoni, che sentirei a ciclo continuo (ma non lo faccio perchè poi mi stufo) e, una delle due, è questa qui che posto. Sembra come se l'avessi scritta io. Tutto qua.













...e poi posto lei, perchè ci stavo pensando.





domenica 4 dicembre 2016

Google Maps. Avvento II.

Siamo già alla seconda domenica di Avvento.

Non ho ancora preparato nulla, ne presepe ne alberello.
Avrei potuto, oggi, ma sono molto stanca.
E ci sono mille altre cosa da fare.
Compreso scrivere qui.

Così, niente, rimando tutto.

Stamattina, sono stata a messa.

Nel trambusto dei giorni intrisi di tempo mancante, quei minuti - a volte troppo corti, a volte fin troppo lunghi -  quantomeno mi permettono di stare in me, senza staccare il cervello (come potrebbe succedere mentre guardo qualcosa in TV) e ascoltare Altro, in ascolto dialogico.
Quante discussioni mentali, mentre ascolto, con Te.
Quanti borbottii e lamentazioni.
Ma questa è un'altra storia.

Sorrido mentre scrivo senza guardare la tastiera : è un'esercizio che mi diverte molto, mi ricorda altre tastiere, altri suoni, altri tempi...

Penso al Vangelo di oggi e mi fermo alle poche iniziali parole.
Oggi, mi bastano solo quelle.Già con quelle piglio e campo per qualche giorno.

                                                        "(...) il regno dei cieli è vicino.".

Mi si apre un mondo : da più di duemila anni è vicino?

Vi-ci-no =?
Che vuol dire ?
Dovessi cercarlo con Googlemaps, lo troverei ?
Da dove dovrei partire, per trovare la strada ?
E quale percorso sceglierei ? il più breve? il più panoramico ?
Da quale prospettiva?

Oggi, mi hanno ferito di più i non saluti, gli sguardi distolti.  Dati. Ricevuti.

Conversione. 
Come quando, appunto, sai che devi andare in un posto ma, invece di fidarti del tuo senso di orientamento, ti affidi maledettamente al navigatore che, con quella voce detestabile ti esorta a svoltare : "tra 100 metri, gira a destra", mentre tu avresti girato sicuramente a sinistra.

E, di fatti, è  la strada  sbagliata.

E' vicino. Dove ? dov'è ? Che fatica !!!

Sarà che non si tratta soltanto di un luogo fuori dai miei stessi confini?
Sarà che siamo  tutti  un po' portatori malati o portatori sani di regno dei cieli ... ?
Sarà che devo pensare un po' meno, e Amare un po' di più ?

Ho incontrato per caso - e vabbe' ogni volta ... lo so che non è un caso - questo dipinto. Mi piace.

Si chiama "Rinascita", ed è dell'artista Marina Mian. Lo trovo perfetto per questa, gia seconda, domenica d'Avvento.











martedì 29 novembre 2016

Mi alma tiene prisa (Poema Golosinas) Mario de Andrade - Brasil 1893-1945 Conté mis años y descubrí, que tengo menos tiempo para vivir de aquí en adelante, que el que viví hasta ahora… Me siento como aquel niño que ganó un paquete de dulces: los primeros los comió con agrado, pero, cuando percibió que quedaban pocos, comenzó a saborearlos profundamente. Ya no tengo tiempo para reuniones interminables, donde se discuten estatutos, normas, procedimientos y reglamentos internos, sabiendo que no se va a lograr nada. Ya no tengo tiempo para soportar a personas absurdas que, a pesar de su edad cronológica, no han crecido. Ya no tengo tiempo para lidiar con mediocridades. No quiero estar en reuniones donde desfilan egos inflados. No tolero a manipuladores y oportunistas. Me molestan los envidiosos, que tratan de desacreditar a los más capaces, para apropiarse de sus lugares, talentos y logros. Las personas no discuten contenidos, apenas los títulos. Mi tiempo es escaso como para discutir títulos. Quiero la esencia, mi alma tiene prisa… Sin muchos dulces en el paquete… Quiero vivir al lado de gente humana, ...muy humana. Que sepa reír de sus errores. Que no se envanezca con sus triunfos. Que no se considere electa, antes de la hora. Que no huya, de sus responsabilidades. Que defienda, la dignidad humana. Y que desee tan sólo andar del lado de la verdad y la honradez. Lo esencial es lo que hace que la vida valga la pena. Quiero rodearme de gente, que sepa tocar el corazón de las personas… Gente a quienes los golpes duros de la vida, le enseñaron a crecer con toques suaves en el alma. Sí… tengo prisa… -por vivir con la intensidad que sólo la madurez puede dar. Pretendo no desperdiciar parte alguna de los dulces que me quedan… Estoy seguro que serán más exquisitos que los que hasta ahora he comido. Mi meta es llegar al final satisfecho y en paz con mis seres queridos y con mi conciencia. Tenemos dos vidas y, la segunda comienza cuando te das cuenta que sólo tienes una... "Mario de Andrade"...1.945

domenica 13 novembre 2016

Nodi




Ricordare è aprire una scatola che avevi in soffitta, li dove solo tu sapevi, piena di tante cose, molte delle quali non riesci forse a farti venire in mente dove e quando le avevi comprate, o forse si, ma soltanto ora te ne eri rendi  conto.

Lasci uscire dalla mente i ricordi e questi attraversano le tue connessioni neuronali, arrivano agli occhi e dagli occhi scendono verso il naso e giù, verso le corde vocali dove si riuniscono, fino a far vibrare le corde vocali con la maestria di un triste musicante che ti racconta, attraverso la musica della tua stessa voce, momenti d Vita che ti appartengono. 

Li ascolti, e ti ascolti pronunciare parole legate alla tua stessa essenza e una parte di questi vola verso l'alto, verso gli occhi, scalpita e prova ad uscire, cambiando forma: acqua e sale. 

Come un artigiano che sceglie bene i materiali, così perfettamente siamo fatti, tutti noi...

 
E, mentre ascolti, ti sorprendi chiederti silenziosamente : "Ma davvero ? Ma è vero?"

Si. E' successo. Da un po' che non mi capitava, di raccontarmi.  

Sono grata alla Vita che, ogni tanto, mi offre queste occasioni...



A.S.Exupery




Perseverare : da per-severus, oltremodo severo, grave, forte, duro.                      Persistere inflessibilmente.
               Senza interruzione, con costanza, durare.

Un po' come essere "fedeli" ... avere "fede"... 



se hai voglia di riflettere:    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Lc%2021,5-19

mercoledì 2 novembre 2016

"Ehy Zac ! 

Ero ancora distante quando ho notato una figura dalle sembianze umane, li in alto.

Pensavo che per quel giorno, tra il tanto camminare ed il poco mangiare, la debolezza e la stanchezza stessero giocandomi un brutto scherzo : non potevo proprio immaginare che davvero qualcuno si fosse arrampicato su quell'albero, così in alto.
Mi sono voltato velocemente verso Pietro e in una frazione di secondo ho colto il suo sorriso.
Aveva notato che ti guardavo, con aria stupita.
Lui lo era altrettanto.
Chi sa chi è quel pazzo !
Chi ? chi sa il suo nome ?
Chi è?
Poi la voce di Tommaso che, finalmente, mi dice il tuo nome.
Poi, informatosi, mi racconta  la tua reputazione.

A me poco importava, sai.

A me importava di più la tua follia; oh, quella si che era importante, per me!

Ecco, sono troppo curioso di sentire la tua voce, di sentire cos'hai tu da dirmi di te, visto che gli altri mi dicono solo cose brutte, negative.

Io capisco al volo che non può essere "vero": se tu fossi davvero quel che si dice di te, non te ne fregherebbe proprio nulla di riuscire a vedermi, di raggiungermi.

Sei già oltre.

Per questo ti voglio conoscere.

Perchè sei già "oltre". >>.



Un pensiero a chi mi precede.
Oggi.
Un pensiero anche oltre, oltre la Vita, oltre le frasi fatte, oltre i pensieri.
Soltanto Cuore.

Oh si, eh si, che ci rivediamo.






mercoledì 28 settembre 2016

Del senso di certe giornate, te ne accorgi solo e soltanto alla fine

Che poi, quando terminano, sembra fossero durate 70 ore, altro che 24....

e poi... quando son cariche di novità, di notizie, di sfide, si dilata il loro tempo fino a prendere possesso anche del giorno dopo e di quello dopo ancora...

Certi avvenimenti, ancora, cambiano lo sguardo che fino ad allora avevi sul tuo tempo, sullo scorrere delle ore, sui rapporti umani che hai tessuto fino a quel punto; ti danno una prospettiva così diversa, talvolta audace, autentica, su ogni argomento che ti riguarda, chè ormai tutto è cristallino, tutto è più se stesso...

...tutto "è".

Allora anche un minuto diventa prezioso,  e ad ogni conversazione provi a trasmettere la tua essenza, la tua voce cambia, il cuore batte in modo diverso, capisci che stai davvero parlando dal profondo del cuore.

Così provo a mettere un po' di ordine ai miei pensieri,  distratti, preoccupati.

...e allora, non farò yoga, non correrò, non mi iscriverò ad un corso motivazionale.

Nulla di questo servirebbe, se fuggo da me stessa.

Qui resto, pur andando.