domenica 27 maggio 2012

Ordine senza forma e forma senza ordine.

(Sono entrata nel girone degli "sfoghi".  Ma non me ne annoio, mi dispiace per chi invece si. - mentre scrivo questa frase, mi chiedo se debba metterla qui, o alla fine del pezzo... bo....)

Stamattina una voce mi sussurra che "non è la chiave giusta  ad aprire la serratura, è la serie di dentini nell'ordine e nella giusta forma, che rendono quella chiave l'unica a poter aprire quella serratura.
Ordine senza forma, e forma senza ordine... "de nada sirven", come direbbero i castigliani.

Stamattina dovevo stirare velocemente una maglia per Luca, così, ho afferrato il ferro - usato solo qualche decina di minuti prima, per stirare la camicia dell'uniforme scout di Sara - ed ho iniziato ad organizzarmi.  Ho apoggiato la maglia sopra il letto, ho predisposto la prolunga, attaccato la spina, afferrato il ferro e via, si inizia.  Stranamente, pur scivolando sulla tela, non dava gli apprezzabili risultati che avrebbe dovuto. Guardo meglio e mi accorgo che manca un dettaglio :  inserire la spina del ferro nella presa della prolunga.

Mi è venuto da ridere; sembrava un ritratto a me conosciuto ed ho pensato: "Capperi, questa è la mia fede".
E' poco.  - Pausa - Ma, come dico sempre, è tutto cio che ho.

Oggi è Pentecoste. Quanti pensieri passano per il mio cuore ... ci vorrebbe un semaforo ad ogni angolo.
Un semaforo, non una rotonda che è diverso.

Quanto spesso penso, credo, sento di stare facendo "il giusto" e, poi, confrontando il mio comportamento, i miei pensieri e sentimenti, mi accorgo che non è proprio così come pensavo.
Devo imparare a non cedere alla tentazione di "farmi un credo da me". Devo imparare ad ascoltare non la mia mente - che spesso mi porta a pensieri fuorvianti - ma un po' di più il mio cuore, perchè è lì che Dio, il mio Dio, mi parla.

Venerdì sera, c'era la possibilità di pregare dopo cena, in chiesa.
Uno pensa:  "Ma come, non si era detto che anche al tua stanza può essere un luogo di preghiera??? ". "E tutta la storia del mettiti in silenzio e in segreto... bla bla bla???... e l':" Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.". ???
Si, certo.
Ma l'uomo - e la donna - si manifestano anche attraverso i gesti, le azioni.
Ed ho pensato, nonostante non manchino i momenti di preghiera personale, fosse opportuno anche rispondere all'appello di preghiera comunitaria, visto l'invito a pregare per i nostri "fratellini" che riceveranno o hanno ricevuto vari sacramenti.
"Comunitaria", bell'aggettivo. Anche un po' di moda, direi, visto il nostro programma pastorale diocesano / orientamenti "Comunità cristiana grembo che genera alla fede".

Solo che, mi chiedo, quale comunità cristiana, quale identità ... quella di venerdì sera?  Mah........

Fortunatamente, uno dei miei motti preferiti è "io ci sto", e quindi, senza troppi problemi, sono andata.

Ma, quando il Crocifisso mi ha guardata e mi ha detto:"Invasione!", mi ha fatto pensare.

Io, che gli chiedevo "invadi il mio cuore e quello di ..." e una sfilza di nomi... E Lui che mi diceva, guarda, sei un po' fuoristrada...  spesso sono io a subìre l'invasione....

Mi guardo dentro e provo, caparbiamente, a convertirmi.

Buona, "buona" Pentecoste e buona Vita. Dal profondo del mio cuore.

mercoledì 23 maggio 2012

martedì 22 maggio 2012

Un macigno lungo la strada o lungo quanto una strada?

Premetto che oggi si tratta di uno sfogo. E, come tale, non è necessario che sia capito da tutti. Forse non lo capisco nemmeno io...  ma, deve andare così.



C'è una pesantezza del cuore che impregna tutto l'essere fino alle ossa.
E' la pesantezza del chiacchiericcio.
Quel macigno che ti piomba addosso anche se tu cerchi di evitarlo, perchè, spesso, come i sassi, cade dall'alto e non vi è casco che salvi la testa del cuore.
Son quella serie di parole che non vorresti mai sentire, quegli echi che non vorresti ti raggiungessero mai, quelle urla da cui tenti disperatamente ma fermamente di difenderti, appoggiando i palmi delle tue mani sulle orecchie, ma essi insistono, penetrano ugualmente nell'udito e non ti lasciano in pace.
Sono asteroidi che approfittano della forza di gravità che la mia terra offre loro, perchè in realtà non hanno una forza propria, ma sfruttano i pertugi della malignità con consapevole malizia, così pungenti da trafiggere lo stomaco del mio cuore.

Ho saputo, ma ho taciuto. Da molto. Ho saputo di quel sapere che è solo intuito, ma è già conoscenza.
Ma sentire ciò che so da altri, pensando fino a pochi secondi prima  di esserne l'unica, silenziosa depositaria, fa ancora più male.
E' necessario imparare a confidarsi solo con coloro che, non per patto di lingua nè di sangue, ma di Amicizia, nulla potranno mai rivelare. Altrimenti diventa ogni cosa "caricatura di se'stessa".

Ed ora, ti guardo ed è un po' come tentare di ascoltare un programma alla radio mal sintonizzata: la tua immagine mi arriva disturbata, troppo disturbata.
Dovrà passare un po' di tempo, quel tempo che lenisce le ferite, per provare di nuovo a ricominciare a vederti sotto una luce che non sia quella ora offuscata. Intanto, lo porto sulle spalle, poi, si vedrà...