Ieri mattina, al supermercato, mi avvicino allo scaffale del pane.
C' era già una persona, a precedermi, un ragazzo.
In attesa del mio turno mi guardo intorno, cercando di ricordare le cose essenziali da acquistare, perche, si sa, appena uscita,nel giro di qualche secondo, mi sarebbe venuto in mente cio' che non ho acquistato.
Nel mentre, una voce che mi chiama. "Signora!". Era il ragazzo, che, sempre davanti ai vari tipi di pane, mi chiede"questo ha lo strutto?".
Al momento non capisco la domanda, ma subito dopo tutto diventa chiaro; mi dice: "lo strutto, maiale". E capisco.
Leggiamo insieme gli ingredienti esposti di un altro tipo e poi un altro ancora, finché non penso sia meglio chiedere alla ragazza al di là del bancone degli affettati, se ci sia un qualche tipo di pane senza strutto. Lei me lo indica e, cosi, scopro che è il "pane comune".
Il pane comune, non ha strutto.
Lui mi guarda, con aria molto triste, uno sguardo che mi accompagnerà per un po'. Mi racconta che lo non sapeva, ed insiste:"io non sapevo! Ti danno il pane e io l ho preso! ma non sapevo ... non sapevo che avesse lo strutto...".
Lo guardo nel modo più empatico possibile e gli dico:" Non è colpa tua. Non sapevi". E provo a sorridergli ma lui è già con il cuore da un' altra parte.
Ho pensato a quella frase che parla più o meno del legare fardelli pesanti sulle spalle degli altri e della storia della pagliuzza nrgljo occhi e della trave ...
Avrei voluto spiegargli che l'Amore infinito non misura la sua creatura con l'umana nostra economia di regole, prescrizioni, obblighi, Lui guarda al cuore.
Alla fatica... quanta fatica...
Questa esperienza mi insegna così tanto...
Pura manifestazione. Epifania.
Io sono pane comune, mi dici.
Prendine con serenità, qb.: quanto basta.
Sono per tutti, in tutti, per sempre.
Tre.: per tutti,in tutti, per sempre.
Santissima Trinità 2026.