sabato 25 luglio 2026

Di tesori e di altro tempospazio

Quante volte, per scherzo ma neanche proprio solo per scherzo, ci scambiamo battute tra colleghi dicendo "vorrei vincere la lotteria', "vorrei essere ricco", " vorrei ereditare la giusta somma che mi permetta un po di tranquillita". E cosi via...
Vorremmo cancellare le nostre preoccupazioni, le motivazioni che ci obbligano ad affrontare ogni giorno quel percorso ad ostacoli che è quotidianità e trovare finalmente pace.

Gia....pace!

Chissà se poi, una volta trovata, ci basterebbe.
Forse chi cerca non sempre trova ma, ormai ne sono convinta, appartengo a questa stirpe: quella dei cercatori.
Cerco il mio tesoro, se mai riuscirò a trovarlo. 
Pace ? Forse.
La mia perla preziosa,.per cui venderei tutto.
Forse è una fame e una sete, la mia, di qualcosa che poco ha a che fare con questo tempo e questo spazio. 
È qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo, è qualcosa di antico. 

Chiedere la capacità di discernere i tesori da scegliere, è, come da slang, tanta roba. 
Ma, se ci pensi, cambia completamente la qualità dei pensieri, delle emozioni, del vissuto, delle prospettive.
E ciò ha ripercussioni non solo per me ma quello di chiunque mi incontri. 
Possa io, e chiunque,  avere quella saggezza del cuore. E della mente. 



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.

sabato 18 luglio 2026

Per chi crede e magari dedica un'ora delle 168 della settimana appena vissuta, a ringraziare dei tanti doni ricevuti, della vita, della salute fisica, della salute mentale, dei momenti belli e di quelli brutti, ecc ecc, in queste domeniche nelle chiese del mondo viene data lettura del vangelo di Matteo ed, in queste ultime due, il Maestro si serve delle parabole del Seminatore perché prova a descrivere il Regno di Dio che, a me dice, inizia sempre dentro il cuore di ciascuno di noi. 
Se la scorsa domenica ci parlava del seme che cade in questo od in quel terreno, questa domenica ci racconta del grano e della zizzania.
E io, come spesso accade, ho tante domande e cosi poche certezze.
Penso al fatto che il mio cuore è tutte queste circostanze; a volte è sassoso, a volte è bruciato dall'entusiasmo che via via si esaurisce, a volte è rapito da altri pensieri, a volte è fecondo.
Gesù mi insegna a riconoscere che sono sempre io e che Lui mi ama a prescindere da me. 
A prescindere dai sassi o massi che trascino, nonostante , spesso, la frenesia degli impegni quotidiani mi allontani da Lui, o anche quando riesco a portare un po'di luce.
Mi ama sempre allo stesso modo, fino a dare la Sua vita per me, mi ama da morire. Nonostante i miei tempi. Anzi, ama anche quelli. 
Mi lascia intendere che nel cuore imperfetto convivono  grano e zizzania. Nel mio cuore esattamente come in quello di ogni persona che incontro. 
E che ogni volta che vorrei strappare o eliminare la zizzania, non sto agendo Bene. 
Non sono io la padrona del campo. 
Posso fare del mio meglio per curarlo, dato che mi è stato affidato, questo si.

Prendermi cura delle relazioni, delle persone che incontro, anche nelle situazioni che vorrei evitare ma che, invece, per forza di cose, vivo; nel volto del collega fastidioso o infastidito, nella telefonata inopportuna o attesa e non ricevuta, nell'indifferenza dolorosa. Dentro a tutte quelle vicende che richiedono impegno. E senso.


    

domenica 7 giugno 2026

Molto spesso d'estate, durante i fine settimana, 
Tra amici ci piace andare insieme a qualche festa paesana o sagra, per passare qualche ora insieme, raccontarcela e sorriderci.
Quando non si riesce ad organizzare aetrovarsi a volte, io e luca andiamo per conto nostro ma non è la stessa cosa.
Mangiare insieme, ad Amici, non so come dire, distende, da pace. Anche quando ci si raccontano le proprie difficoltà, quando si condividono i momenti di fatica. 
Anzi, forse, proprio li.

La vita è composta da tante situazioni, messe li, attorno a quel tavolo, mentre si mangia e si beve insieme.

Lacrime e sorrisi

Se sapessi che da un momento all altro non ci sarò più, cosa vorrei che rimanesse di me ?
L' aver condiviso il cibo, che significa vita, quel guardarsi negli occhi, senza dover pronunciare nemmeno chissà quali parole, anche in silenzio.
Se mangio con te, mi fido di te. Mangiamo jnsieme, come in famiglia, come tra fratelli, ci nutriamo insieme. Viviamo.
Silenzio. 
Perche se mastichi, è complicato parlare.
Ma nemmeno serve.
Stessa cosa mentre bevi. 



È la pedagogia di Cristo. Oggi. Ora. 
...pensaci.

Chiede di non dimenticarci di Lui, che mai si dimentica di noi. Che desidera entrare nelle nostre vite convulse, nei nostri cuori stropicciati e ricomporli. Si mette nelle.nostte mani, lasciandosi spezzare un pezzo alla volta, condividendolo tra fratelli. 

Buona domenica del Corpus Domini 2026.





domenica 31 maggio 2026

pane comune

Ieri mattina, al supermercato, mi avvicino allo  scaffale del pane. 
C' era già una persona, a  precedermi, un ragazzo.
In attesa del mio turno mi guardo intorno, cercando di ricordare le cose essenziali da acquistare, perche, si sa, appena uscita,nel giro di qualche secondo, mi sarebbe venuto in mente cio' che non ho acquistato.
Nel mentre, una voce che mi chiama. "Signora!". Era il ragazzo, che, sempre davanti ai vari tipi di pane, mi chiede"questo ha lo strutto?".
Al momento non capisco la domanda, ma subito dopo tutto diventa chiaro; mi dice: "lo strutto, maiale". E capisco.
Leggiamo insieme gli ingredienti esposti di un altro tipo e poi un altro ancora, finché non penso sia meglio chiedere alla ragazza al di là del bancone degli affettati, se ci sia un qualche tipo di pane senza strutto. Lei me lo indica e, cosi, scopro che è  il "pane comune".

Il pane comune, non ha strutto.

Lui mi guarda, con aria molto triste, uno sguardo che mi accompagnerà per un po'. Mi racconta che lo non sapeva,  ed insiste:"io non sapevo! Ti danno il pane e io l ho preso! ma non sapevo ... non sapevo che avesse lo strutto...".
Lo guardo nel modo più empatico possibile e gli dico:" Non è colpa tua. Non sapevi". E provo a sorridergli ma lui è già con il cuore da un' altra parte.
Ho pensato a quella frase che parla più o meno del legare fardelli pesanti sulle spalle degli altri e della storia della pagliuzza nrgljo occhi e della trave ...
Avrei voluto spiegargli che l'Amore infinito non misura la sua creatura con l'umana nostra economia di regole, prescrizioni, obblighi, Lui guarda al cuore. 

Alla  fatica... quanta fatica...

Questa esperienza mi insegna così tanto...
Pura manifestazione. Epifania.

Io sono pane comune, mi dici. 
Prendine con serenità, qb.: quanto basta.
 
Sono per tutti, in tutti, per sempre.

Tre.: per tutti,in tutti, per sempre.

Santissima Trinità 2026.

venerdì 1 maggio 2026

Buon Primo maggio e giorni Buoni per tutti gli altri giorni.

"Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto".

Nelle situazioni che la vita ci propone, molto spesso ci troviamo davanti a molte ingiustizie.
Quale comportamento potrebbe rispecchiare il modo migliore di stare in queste situazioni?
Reagire?
Incassare?
Imparare? 
Per ognuna di queste scelte, ci sono conseguenze che viviamo ogni giorno con comportamenti scorretti - o corretti- che applichiamo e che subiamo.
Che fare ?
Come essere ? Come stare davanti ad una prepotenza ?

Ognuno di noi porta in sé degli schemi mentali di reazione e, molto spesso li segue, istintivamente senza prendersi un tempo per decomprimere tutte le energie che scatena il subire un'ingiustizia.

È un allenamento continuo, eppure, paradossalmente, preferiamo allenare il corpo e spesso dedichiamo a questa attività quel poco di tempo libero a disposizione, mentre veramente poco o nullo è il tempo dedicato all'anima e al cuore, pur quando è proprio questa la componente che ci caratterizza come persone umane.
Gente che appena riceve uningiustizia va dal capo, dal superiore, la stessa gente,che, magari,perpetua in modo continuativo e reiteratk peggiore trattamento ad altre persone che, invece, tacciono.

Convertire i cuori è anche questo.

Imparare a chiedere scusa con il cuore ben collegato alla bocca.
 Imparare a fare uscire dalla propria mente schemi mentali che feriscono.
Imparare a lasciare un tempo tra azione e reazione.
Anche questo è essere saggi.
Anche questo è amare il prossimo, iniziando da se stessi.

In un mondo in cui tutto, ogni sfaccettatura, oggi, sembrerebbe essersi complicato ed immerso nella cattiveria, scegliere di essere buoni.  
Non senza vedere, anzi, guardando invece nel profondo e capendo che, così, non si può andare avanti. Si può solo regredire alla legge del più forte, alla preistoria comportamentale.
Che la prepotenza non è un atto d'amore ma uno dei peggiori danni al mio collega, conoscente, fratello.
Nella pratica quotidiana siamo chiamati a questo, per dare un volto e un senso allo smarrimento davanti a tante cattive notizie, ma anche di tanti nostri, miei e tuoi, comportamenti che, nel macro, condanniamo, salvo poi, nelle nostre piccole vite, soccombere alla tentazione di fare se si può anche peggio, a chi ci sta vicino.

Cerchiamo di rendere questi pochi minuti di vita, Vita vera, autentica, non ossa da spolpare, non posizioni da depredare ma occasioni di pura fraternità.

domenica 29 marzo 2026

Hoshia na!

Quasi adorazione,"Hoshia na". 
Ma, prima del tradimento di Giuda, era già tradimento. 
Da tanti. Da tutti, quasi. 
Le donne, ad esempio, sono quel quasi, ai margini della via dolorosa, ai piedi della croce, all'unzione del Corpo come prima Adorazione, al sepolcro vuoto.
A tutti gli amici e amiche che credono ma soprattutto a quelli che non credono, la Salvezza è dono. 
Per tutti. Nessuno escluso. 

Alla fine di ogni quaresima, esodo di 40 giorni, ma ognuno nel cuore sa la durata delle proprie, la Pasqua è in arrivo.
Sicché, buon cammino di Settimana Santa. 
Vi abbraccio tutti e ciascuno.

domenica 22 marzo 2026

Quando usciamo dal grembo di nostra madre, nasciamo e, si dice, veniamo alla luce. 
Usciamo da un luogo sicuro, caldo ma buio.
Dalle tenebre alla luce.
Riflettevo su questa cosa, pensando al vangelo che narra la risurrezione di Eleazar.
Eleazar che esce dal grembo della terra per tornare alla vita.
Chiamato.
Mentre ascoltava.
Così... 
Se ognuno di noi pensasse alla Vita attraverso la fede, ci sarebbe tanto , veramente tanto,da commuoversi.
Se penso al masso da rimuovere per tornare alla Vita, non sono in grado di nominarli tutti. Anche per questo piango.
Su tutte le piccole morti e risurrezioni che ho vissuto, sto vivendo e... vivrò.
In una lunga quaresima. Forse la vita è questo passaggio. 
Forse entriamo nella morte, da viventi. Qui. Ora. 

lunedì 9 marzo 2026

"Sono io che parlo con te.".

Mi prendo i miei tempi e,da un po,non scrivo.
Ma i tempi miei non sono esattamente la pausa ricreativa che immagini quando pronunci quella frase.
È  piuttosto un "non tempo" di frenesia continua;  c'è  sempre altro da fare.
Anche se ho, da sempre, considerato  lo scrivere  un atto taumaturgico, non riesco a farlo se non sono in un momento buono.
Il buon momento,al momento, non riesco a trovarlo, per mille motivi.
Cosi, a volte mi affaccio a questa finestra, come le pochissime volte in cui mi guardo allo specchio, molto di rado ma,per ora, va bene cosi.
Quale sete abita il mio cuore? Quanta sete...
Il cammino fino al prossimo pozzo da dove attingere un po di acqua fresca, sembra interminabile. Mi sento proprio come nel mezzogiorno di fuoco, nel deserto.
Passerà,  si. Passerà.