mercoledì 2 dicembre 2009

In questi giorni sono stata letteralmente assalita da un nastro continuo di pensieri, emozioni, sensazioni.
Pensavo a mio padre, che ognitanto il suo ricordo visita il mio cuore e immagino la sua voce chiamando il mio nome come solo lui riusciva a fare... e del quale agnoro da morire i lunghi abbracci dentro i quali spesso mi perdevo perchè mi "proteggessero" da qualsiasi cosa.
Poi a mia madre, che di lei non c'è giorno che maledica la mia cattiva memoria e la mia ,allora, tenera età per non permettermi di ricordare la sua voce, la più bella voce del mondo, la prima che abbiano udito le mie orecchie; non ricordo quasi nulla dei suoi abbracci, del suo calore, del suo odore, della sua compagnia, del suo carattere; ormai penso che la mia mente associ al suo volto solo le immagini delle foto, pochissime, che ho tenuto come tesoro di inestimabile valore.
Poi a una donna specialissima che all'inizio ho visceralmente odiato, per il suo prepotente ingresso nella mia vita in un momento in cui ne avevo davvero bisogno, che mi ha insegnato quanto sia meraviglioso il mondo della lettura, dell'educazione, del teatro, dello studio, delle arti in genere.... e l'unica dalla quale, a titolo del tutto gratuito, come solo una mamma può saper fare, ho ricevuto alcune delle più belle parole di incoraggiamento di tutta la mia vita; tuttora ognitanto mi chiama "bimba" e io lo adoro.
Al mio pastore,che da poco conosco, di cui invidio le tante amicizie, i tanti ricordi che ancora non ci uniscono... il cui sguardo sulla vita sembra sempre così limpido e che vorrei proteggere qual cavalier medievale da tutte le situazioni sgradevoli alle quali va incontro... che si chiama come mio fratello più odiato e più amato...
Al mio primo amore, già, quello che mai si scorda, perchè ero il perno del mondo. Su di me girava tutto l'universo e nulla, proprio nulla, era più importante.
A mia figlia, che mi fa sentire la mamma più brava del mondo, con le sue riflessioni sempre più profonde sul senso delle cose - quelle cose che sono le vicende della vita- nonostante i suoi teneri sedici anni... Sara, sei il mio grande amore, specialissimo.
Che giri, che giri che da la vita; a volte ci si sente proprio centrifugati.
Eppure anche quest'anno si avvicina il Natale.
Con in suo solito modo di fare, silenzioso ma inesorabile....  anche se non vuoi. Anche se a volte da fastidio.
Come quei compleanni che arrivano senza volerli, e preghi perchè tutti se ne  dimentichino e cambino due foglietti dal calendario, passando direttamente al successivo...
Questo Natale ha un sapore del tutto nuovo ma, ancora, le mie papille non riescono a decifrare se sia gradevole o meno...  quasi con timore passano i giorni... e con questo senso inspiegabile di malinconia.  Eh no, se ci penso lo trovo il perchè.  Ma non ci voglio pensare. Voglio metterlo da parte, nasconderlo sotto a quel sasso sotto il salice che c'è nel giardino del mio cuore, per tirarlo fuori in un momento diverso da questo, quando sarò accompagnata dalla mia cara amica Solitudine che, un po', un po' tanto, mi manca...
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