domenica 31 ottobre 2010



A tutti coloro che, puri di cuore, Santi, hanno vissuto la propria vita per gli altri. A tutte le persone care, che non ci sono più.                                                                  
                                                                                                                               1 e 2 Novembre 2010


Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l'avessi voluta?

Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all'esistenza?

Oggi, a colazione, mia figlia mi chiede : "Mamma, nell'ora di religione mi han fatto vedere un servizio su alcune donne americane e di altre nazionalità, sole, che hanno deciso di avere un bambino; lo scelgono da un catalogo, in base al colore degli occhi, al possibile quoziente intellettivo, al colore dei capelli. Ma è vero? e chi glielo spiegherà a quel bimbo che, se non fosse stato così, la sua mamma non lo avrebbe voluto? "

Spesso a casa nostra, iniziano dialoghi di questo tipo. Così, spontaneamente. Io, faccio il possibile per non essere colta "impreparata"... sfoderando una sicurezza esteriore, smentita all'interno da battito cardiaco a 700 pulsazioni/minuto. Tali discorsi mi appassionano. Da lì siamo sfociati nel giudizio finale, a parere di Luca non tanto giudizio quanto più il trionfo dell'Amore, mentre io sostenevo, e sostengo quasi a spada tratta, che sia, per me - sottolineando la premessa che "a me piacerebbe" ma non è verità di fede, ne' dogma - che sia dignitoso un bilancio finale: io vorrei davvero che, in quel passaggio dalla vita ad altra vita, qualcuno sfogliasse i miei giorni (mi ricorda il vento che sfogliava le pagine del Vangelo, durante le esequie di GPII...), fermandosi, ove necessario, a dirmi: "Vedi lì? li avresti potuto fare diversamente, essere diversa. E vedi lì, lì mi hai riconosciuto, eravamo insieme." . Senza di questo, ogni mio giorno sarebbe vano.

Mi piace pensare a quel "poco a poco", al fatto che è adesso che la vita stessa mi pone in condizione di aggiustare il tiro, cambiare, convertire il corso di questa mia storia. Non in altri momenti. Adesso.
E lo fai discretamente, senza azioni coercitve. Come una mamma, come un papà. Anzi, di più.

Chiedo, allora, al Signore che mi stia sempre vicino, così, con molta pazienza e discrezione, ma soprattutto pazienza. Chiedo che possa ascoltarti e capirti quando mi parli, tra tante voci che spesso riempiono il mio cuore e si sovrappongono impedendomi di comprendere e una e l'altra.

Immagino la scena dell'entrata in Gerico, di oggi, Gesù. Accanto al sicomoro già occupato da Zaccheo, vorrei ce ne fosse un altro, anche per me. Anch' io sono piccola, in tanti sensi, eppure tu mi vedresti. E non ti stanchi mai di alzare il tuo sguardo verso di me e dirmi: "Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua", ne senti quasi il bisogno. Ma sono io che devo scendere, altrimenti non potrò ospitarti a casa mia, che è il mio cuore.

Ecco perchè, al sentire la Prima Lettura di oggi, il cuore mi batteva forte.

Dal libro della Sapienza
Signore, tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure formata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l'avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all'esistenza?
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.

Posta un commento