martedì 25 gennaio 2011

Lungo il percorso ad ostacoli - alias pista ciclabile - che mi conduce al lavoro, alla fine di un ponticello, ci sono un paio di massi antichi di porfido dei Colli, a parallelepipedo, messi in orizzontale, coadiuvati da quelle specie di rallentatori verdi a forma di U rovesciata, verdi, che ogni mattina - visto il mio perenne ritardo- sfido con fierezza e grande soddisfazione: è un'impresa non da poco (!) riuscire a  passare a "slalom" senza posare almeno un piede per terra e, contemporaneament,e non cadere. Ormai sono un'esperta. Di necessità virtù. ...
Ad ogni mio passaggio quotidiano, già da lontano, controllo quali e quanti pedoni mi precedono: in base a quanti sono, decido se rallentare o accelerare nella spinta dei pedali. Quando, però, i pedoni sono già troppo davanti a me, mio malgrado e in barba al mio ritardo, devo lasciare la precedenza. Sigh.
Qualche giorno fa, stranamente in anticipo, sto finendo l'attraversamento del ponte e una persona, dalla parte opposta, si accinge invece ad entrarvi, verso di me. Inizio a rallentare, già prima avevo deciso che sarebbe passato prima lui, il ragazzo. Per non dare troppo peso a questo atto di gentilezza nei suoi confronti, faccio finta di guardare le ochette che sguazzano nel canale. Poi rivolgendo di nuovo lo sguardo verso avanti, vedo che il ragazzo ha un momento di esitazione. Mi fermo quasi, appoggio un piede, gli sorrido e annuisco con il capo. Solo allora decide di passare.

Nei pochi minuti che mi separarono da quel momento al mio ufficio, ho ripensato a quella scena.

A quanto di rado siamo esposti a "momenti magici". Talmente disabituati che ci colgono impreparati. Quasi "a disagio" .

Ti lascio passare,   ti considero più debole o sei più importante di me ? E tu, come ti consideri?

Credo sempre di più all'importanza dello sguardo che posiamo sugli altri. O su noi stessi.

E molto di quella "Pace nel mondo" che tanto vorremmo come ideale abbia  più a che fare con  altro, ben più vicino del "mondo", anzi direi, è nel nostro quotidiano, ed è così tanto nei nostri cuori che finchè non riusciremo a raggiungerla, non saremo "felici".

Ogni giorno io contribuisco a questa gioia, a questa felicità, se lo voglio.

Ora, visto il freddo e il buio   3 ragazzuoli  son saliti  assieme a Matteo, mio figlio, a far casino,con la chitarra e  il compter.... Quindi... chiudo.




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