giovedì 24 marzo 2011

Tisana di betulla

Mentre scrivo sorseggio una tisana alla betulla.
Mi piace la sensazione che mi dona; vorrei che il  suo calore e la sua dolcezza potessero scaldarmi. Invece no, oggi mi sento strana, mi sento vuota, un po' perduta.

Avevo iniziato a scrivere un paio d'ore fa ma, poi, come ogni volta che non gradisco il risultato che leggo, ho cancellato.

Veramente, ci sono momenti, come ora, in cui mi assale quella sensazione che, forse, ho provato da neonata di poche settimane:  non riuscire ad esprimersi, non  riuscire a farsi capire, forse non riuscire nemmeno a capire cosa si vorrebbe esprimere e, allora, si piange.  

Io, non è che mi prenda questa "libertà" (ho sempre considerato il pianto "terapeutico" e, negli anni di solitudine, mi ha aiutato molto, paradossalmente, a trovare conforto, a ritrovare un equilibrio) dato che questa casa è sempre colma di rumori, presenze, situazioni. 

Durante a notte, fortunatamente, riesco a ritagliarmi un momento tutto mio, nel quale rifugiarmi e riflettere su quanto mi accade, su situazioni particolari, su quanto ho saputo ascoltare, su quanto avrei voluto ascoltare voci che, invece, erano silenziose. Su quante carezze avrei voluto donare, rimaste invece intrappolate nelle mie mani. O baci, rimasi impigliati tra le labbra.

Si; è un senso di incompiutezza, che già conosco e che, se potessi,  preferirei restasse li dove lo chiudo la maggior parte del tempo ma, siccome è un po' prepotente, qualche volta scappa fuori e rende tutto più complicato.

"Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".

Ogni tanto, ultimamente spesso, penso che mi manca tanto un pezzettino di me stessa. E la nostalgia che mi prende mi rende un po' triste.

Vorrei, Signore, che tu mi rendessi capace di realizzare la tua volontà per me; che io riuscissi a stringere rapporti più veri, più autentici; che io potessi dialogare con quella purezza che non necessita di strumenti, di tramiti, con quella capacità di leggere dentro i cuori e portare un po' di tepore, come quello che in questi giorni inizia a sentirsi, con l'arrivo della primavera, quello che permette alle margheritine di aprire i petali verso il sole.






 





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