domenica 24 luglio 2011

Oslo.

Mi fa molta tenerezza la polaroid di oggi, del Vangelo.
Come da qualche domenica, Gesù oggi continua pazientemente a spiegare in cosa consiste la felicità, con una didattica così semplice che, a tratti, disarma.

"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».


Cose nuove e cose antiche.
Questa frase mi lascia balordita.
A quali cose nuove si riferisce? a quali antiche?


E' che forse mi scopro sempre più desiderosa della saggezza di Salomone... quel cuore docile, della Prima Lettura, che non è così docile  come vorrei...  (1Re 3,5.7-12 )

Molte persone, molte voci parlano di quanto accaduto ad Oslo; blogs, quotidiani, telegiornali. Tutti a cercare di comprendere ciò che è inaudito e incomprensibile.
E poi c'è il problema delle etichette.
C'è sempre un'etichetta da appicciare, perchè sia più chiara una confusione che, per sua natura, non può che essere tale, e pertanto non classificabile. Eppure ci si ostina a voler dare un nome alle cose, ai fatti.
Fondamentalista cristiano è un'antitesi. Alla fine, e sinceramente non ci tenevo a farlo tantomeno in questo modo, ora capisco certe persone di fede islamica che si sentono continuamente attaccate dalle notizie ignoranti.
Anche "notizia ignorante" è quasi un'antitesi.
E con definizioni di questo tipo si alimenta l'intolleranza. Avere una pagina su fcbk mi aiuta a crearmi un'idea in merito: alcuni status esprimono lo sgomento, la tristezza, la rabbia, la paura, altri si scatenano nei più disparati aggettivi sulle religioni, ecc...
Viviamo immersi nella paura, di noi stessi, dell'altro ... eppure siamo nell'era della "libertà"; anche questo è un po' schizofrenico... non trovi?
Non è spiegabile un atto di follia, altrimenti non sarebbe un atto folle.
Inutile qualsiasi tentativo.
Credo invece sia necessario occuparsi di più della cultura dell'Amore.
Non possiamo esimerci da questo compito, lo dobbiamo alle nuove generazioni e, prima ancora, a noi stessi. Se non ci sforzeremo ad insegnare ai nostri figli, ai nostri amici, intorno e all'interno alle nostre cerchie - carina quest'espressione ora usata da "google+" - è chiaro che non ce la faremo ad andare avanti, ad affrontare le sfide del mondo "meltin-pot".  Paura è anche chiusura. Invece penso sia fondamentale - questo si direi, non fondamentalismo - sia fondamentale insegnare ai cuori ad aprirsi verso. E' molto difficile, molto arduo. Eppure il "nuovo" è ciò che ci aspetta ogni giorno e che, nostro malgrado, non possiamo prevedere. E' forse questa limitatezza che ci spaventa, abituati a controllare ogni cosa. Ma è proprio questo il "meraviglioso gioco della vita": avere fiducia che ciò che accadrà sarà Bene.
Se da quel tesoro - il mio cuore - imparerò a tirare fuori ( educere, educare ) anche le cose antiche, forse mi accorgerò che molto di ciò di cui ho paura mi aiuta a crescere, e che tante cose, tante "istruzioni" sono già in me.
La sfida per noi, almeno per me,  sarà proprio questa: comprendere per poi trasmettere, ri-conoscere per rendere conosciuto.

 
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