domenica 30 dicembre 2012

Con Emanuele. (e anche un po' con la sua mamma)

Nel mio cuore, la mia casa, c'è, nella quarta parete, quella senza finestre, al centro, un caminetto.
A volte fatico a trovare la legna per accenderlo.
Altre volte, si accende per autocombustione...
 
Quando posso scegliere, e le occasioni non sono tantissime, vado a messa in luoghi diversi dal consueto: adoro sedermi nel penultimo banco (per carità, proprio l'ultimo sarebbe quasi una sorta di vanità)ed,  in modo anonimo osservare ma, soprattutto, ascoltare.
Detesto arrivare troppo prima e, quando questo accade, specialmente negli ultimi tempi, provo una certa intolleranza all'andirivieni di chi - come capita sempre a me, perenne ritardataria- arriva appena un secondo prima dell'inizio.
Come quando sei in poltrona, in sala cinematografica, in attesa della fine delle pubblicità che precedono la proiezione del film scelto e, al buio, qualcuno annaspa, tentando di accaparrarsi un posto decente, ma, si sa, il buio rende ogni movimento goffo e inopportuno....
 
Nei minuti precedenti la campanella d'inizio, provo a dirTi qualcosa. Ma non è facile. Sento dentro come quando stai girando la polenta, hai presente? Lei bolle e ribolle noncurante del fatto che hai cercato di abbassare al minimo il fuoco e il rimestare dovrebbe contribuire al suo raffreddamento, eppure continua a lanciare sbuffi di vapore e di magma bollente.

Buoni proposito per l'anno nuovo? mah... non so...
Come stai? mah.... non so...
Cosa pensi? mah... passiamo ad altro?
(Strane conversazioni allo specchio)

Si, la polenta sul fuoco è proprio il mio ritratto.
Ma anche la sensazione tattile del contatto tra la pelle e il magma giallo. Uguale uguale.
Bolle nella polenta, bolle nella pelle... nel cuore...

Ho cancellato da facebook qualcuno perchè parlava della vicenda del bambino nato in un bagno di un fastfood in un modo a me poco gradito.

Mi piace sempre di meno questa visione distorta della libertà di esprimere opinioni su ogni vicenda di cronaca, che un po' tutti abbiamo, compresa me. Talvolta poco importa se si tratta dell'ultimo gossip di qualche "celeb", o dell'omicidio di un prete, o di qualcuno che si inventa cose sul femminicidio, o sugli omosessuali e sul matrimonio, o l'ultima notizia politica sul "dicci con chi stai" .

Io, per esempio, sto con Emanuele. E anche un po' con sua mamma. E condivido appieno la lettera di Marida Lombardo Pijola, che se avete voglia di leggere è qui.

http://www.ilmessaggero.it/blog/marida_lombardo_pijola/a_emanuele_gettato_nel_bagno_di_un_mc_donalds_buona_vita_caro_neonato_eroe/0-37-1712.shtml

Riporto queste parole, ricordate da Enzo Bianchi la notte di Natale, tratte da un'omelia di San Gerolamo, padre della Chiesa, perchè mi stanno davvero tenendo molta compagnia, da quando, a Natale, mi hanno fatto visita.
Le condivido qui, perchè, ancor prima di sapere di questa notizia di cronaca, mi hanno aiutata a riflettere ed ora, a provare a dare un senso ... agli avventimenti ... alla vita stessa...

«Per loro – Giuseppe e Maria – non c’era posto nel caravanserraglio» (Lc 2,7) … Non trova posto nel Santo dei santi risplendente di oro, di gemme, di seta e di argento; e così non nasce tra oro e ricchezze ma in mezzo al letame di una stalla (perché non c’è stalla dove non ci sia letame), dove si erano accumulati i nostri peccati … «Dal letame rialza il povero» (Sal 112 [113],7), dice il salmo. Gesù nasce in mezzo al letame. «Non c’era posto per lui nell’alloggio», non c’era posto nel Santo dei santi, è venuto in mezzo al letame. Giuseppe e Maria, la madre del Signore, non avevano né un servo né una domestica; se ne sono venuti a piedi dalla Galilea, da Nazaret, perché non possedevano neanche un asino. Sono padroni e servi di se stessi … Hanno tentato di trovare un alloggio, ma non si trovava nessun alloggio, nessun posto per la nascita del Salvatore al di fuori di una stalla, una stalla in cui venivano legati giumenti, asini e c’erano pecore … È vero, noi oggi, con la scusa di onorare Cristo a Natale, abbiamo eliminato l’immondizia, il letame, l’abbiamo sostituito con l’argento. Ma per noi cristiani dovrebbe essere più prezioso quello che abbiamo tolto: l’argento e l’oro si addicono ai pagani, mentre a chi crede in Cristo si addice maggiormente quella stalla di terra battuta. Colui che è nato in terra battuta tra letame ha disprezzato l’oro e l’argento, ma ha voluto abbracciare noi, scegliere noi, terra battuta.
(Gerolamo, Omelia sul Natale del Signore [PLS 2,189])

Che queste parole di Gerolamo ci aiutino a capire quanto è una buona notizia che Dio sia venuto là dove noi non ci accorgiamo neanche di abitare.

Buona domenica della Sacra Famiglia. A tutti.





 
Posta un commento