domenica 3 maggio 2015

ESistono momenti, nella vita di ciascuno di noi, in cui vorresti dire "Passo!" e lasciare che qualcun'altro, molto più capace, competente, preparato di te, risolva quel determinato problema.
Poi ti accorgi che se capita a te, è proprio perchè tu ne tragga un qualche seppur minimo insegnamento. Certo che finchè ci sei dentro, è difficile che tu te ne accorga, ma, in retrospettiva, scopri quale fosse il reale senso.

Ultimamente  fatico a definire bene quali siano quei momenti, sembra un po' tutto in "divenire", fin troppo velocemente. Il corpo, la mente, hanno dei tempi che, invece, la vita ed i ritmi con i quali siamo un po' tutti costretti a "viverla", non può rispettare. E .così, iniziano le insonnie, gli incubi, i tremolii ai muscoli degli occhi, la stanchezza cronica, il desiderio mai soddisfatto di prendersi del tempo per sè, l'inappetenza, e tutti quei sintomi che somatizzo quando sono sotto pressione.
Ci mancava anche una caduta -stupida- a infastidire ancor di più la mia gracilità.

Ed in ogni caso, puoi solo dire "Avanti".

PErchè sei responsabile, perchè hai un ruolo, perchè sei questo o quello....

Invece,oggi, le Scritture, mi raccontano di qualcos'altro: della Fecondità.

E allora pernso a tutte quelle piccole passioni che nessuno mai mi toglierà e che in qualche modo alleviano i "pensieri": la fotografia, la musica, la pittura, la lettura. E sono davvero beni "rifugio", senza prezzo e molto appaganti.

La fecondità è una parola che, dopo aver ascoltato le letture di oggi, mi farà compagnia per tutta la settimana.


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