mercoledì 17 novembre 2010

Mi sento un accumulatore.

 ........
Preoccupato del senso della vita e dell'ultimo giorno, e soprattutto del Giudizio Finale a cui prima o poi certamente sarebbe andato incontro, un uomo fece un sogno. Dopo la morte, si avvicinò titubante alla grande porta della casa di Dio. Bussò e un angelo sorridente venne ad aprire. Lo fece accomodare nella sala d'aspetto del Paradiso. L'ambiente era molto severo. Aveva il vago aspetto di un'aula di tribunale. L'uomo aspettava, sempre più intimorito. L'angelo tornò dopo un po' con un foglio in mano su cui, in alto, campeggiava la parola "conto". L'uomo lo prese e lesse: "Luce del sole e stormire delle fronde, neve e vento, volo degli uccelli e erba. Per l'aria che abbiamo respirato e lo sguardo alle stelle, le sere e le notti...". La lista era lunghissima. "...il sorriso dei bambini, gli occhi delle ragazze, l'acqua fresca, le mani e i piedi, il rosso dei pomodori, le carezze, la sabbia delle spiagge, la prima parola del tuo bambino, una merenda in riva ad un lago di montagna, il bacio di un nipotino, le onde del mare...". Man mano che proseguiva nella lettura, l'uomo era sempre più preoccupato. Quale sarebbe stato il totale? Come e con che cosa avrebbe mai potuto pagare tutte quelle cose che aveva avuto? Mentre leggeva con il batticuore, arrivò Dio. Gli batté una mano sulla spalla. "Ho offerto io, fino alla fine del mondo. È stato un vero piacere!".

......

Un uomo andò dal barbiere per tagliarsi i capelli e radersi la barba. Non appena il barbiere iniziò a lavorare, iniziarono a conversare. Parlarono di tante cose dei più vari argomenti. Quando alla fine arrivarono a parlare di Dio, il barbiere disse: “Io non credo che Dio esista”. “Che stai dicendo?”, chiese il cliente. “Si, dovresti solo andare fuori in strada per capire che Dio non esiste. Dimmi, se Dio esistesse, perchè ci dovrebbe essere così tanta gente ammalata? Perchè ci sarebbero così tanti bambini abbandonati? Se Dio fosse esistito, non ci dovrebbe essere nè sofferenza nè dolore. Non posso immaginare un Dio amoroso che permette tutte queste cose.” Il cliente pensò per un momento, ma non rispose perchè non voleva iniziare una discussione. Il barbiere finì il suo lavoro e il cliente lasciò il negozio. Non appena lasciò il negozio, vide un uomo nella strada con i capelli lunghi, sporchi e intrecciati e la barba lunga. Aveva un aspetto sporco e trasandato. Il cliente tornò indietro e entrò nel negozio del barbiere: “Sai cosa dovresti sapere? I barbieri non esistono”. “Come puoi dire questo?” chiese sorpreso il barbiere. “Io sono qui, e io sono un babiere. E ho appena lavorato per te!”. “No!” esclamò il cliete. I barbieri non esistono perchè se esistessero, non ci sarebbe gente con i capelli lunghi e sporchi e la barba non rasata, come l’uomo qui fuori”. “Ah, ma i barbieri esistono! Quello che accade è che la gente non viene da me.” “Esattamente!”, affermò il cliente. “Questo è il punto! Dio, anche esiste! Quello che accade è che la gente non va da Lui e non Lo cerca. Questo è il perchè c’è così tanto dolore e sofferenza nel mondo”.

Si, immagino che chiunque legga pensi : "E che cavolo, così semplice copiare.." .

Sono tre giorni che cerco di tener ben chiusa la porta del cuore, per non fare uscire tanta rabbia,davvero tanta,  che c'è in me.
Come il panorama sotto la finestra di camera dei ragazzi: nel giardino - ampio spazio verde ove, mio malgrado, campeggia bruttissimo il traliccio dell'altra tensione - ad intervallo quasi regolare,ogni due/tre giorni circa, appare una piccola montagnola di terra, distanziata  quattro cinque passi dalla precedente. Suppongo sia una piccola talpa che, lì sotto, opera la sua creazione; tante, minuscole e intricate gallerie.  La foto del mio cuore, in questi giorni.
Ci sono persone speciali, non della cerchia di consanguinei, alle quali senti il tuo cuore legato. Gli amici. Non sono molti, son quelli giusti. Se, poi, sono persone davvero "speciali", che vivono in funzione degli altri, che hanno fatto una promessa di totale donazione a Dio, ti accorgi anche che sono davvero santi. Si, perchè in un mondo come l'attuale, ove a volte, spesso, la Chiesa stessa volta loro le spalle, essi vanno avanti, comunque, perchè "il primo voto di obbedienza l'ho fatto a Dio"...
Domenica abbiamo incontrato don R. nella sua nuova comunità... ogni cambiamento è certamente un rinnovarsi, una sfida, una nuova spinta verso qualcosa di nuovo. Io prego, prego tanto per lui e per la sua comunità, perchè possa aprire il cuore, perchè smetta di mettere 1 centesimo all'offertorio; perchè si affretti a conoscerlo meglio, a capirlo, ad andargli incontro; perchè si accorga, al mattino prima dell'alba che lui è già in preghiera, e prega per loro Nostro Signore; e chè il Signore riempia di speranza il suo cuore di missionario costretto ad abitare in una reggia che grida vergogna. E per chi ha lasciato una reggia,al posto di una semplice canonica.
A volte,spesso, è proprio difficile comprendere. E viene solo da mettere da parte. Come ho fatto io, domenica scorsa, preferendo la visita al mio amico e annessa omelia (stupenda peraltro) alla presenza di un Vescovo nel quale non riesco a trovare ciò che idealmente vorrei, ciò che mi aspetterei.
Nel suo foglio settimanale, c'era la prima storiella.

La seconda storiella invece, l'ho trovata qualche mese fa, e mi è piaciuta perchè,  come quell'altra celebre storiella, attribuita ad albert einstein, sull'esistenza del male e di Dio, sono un po' la chiave di come vorrei fosse la mia fede, un incrocio tra razionalità, passionalità e realtà.

Giornata molto, molto dura, oggi.

Spero, almeno, che incontrare un po' di facce amiche, stasera, dia sollievo a questa pesantezza che oggi occupa il mio cuore, invadendolo.
Posta un commento