giovedì 31 marzo 2011

....l'amicizia, sorprende.

Una canzone struggente, di Eric Clapton, dice all'incirca così :


Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?


Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?


Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?


Mi aiuterai a stare in piedi se ci vedremo in Paradiso?


Può una madre dimenticare il proprio figlio?


E' da stamani, nella mia sessione quotidiana di "Milly-contro-il-tempo", alias "corsainritardoversol'ufficiopiùveloce delventofinchènonmiprendonosotto",   che   faccio   strani pensieri, che riassumo in una parola "inconfondibile", anzi INCONFONDIBILE tutto maiuscolo.
Già. Come, sai quel fastidio che ti prendeva quando, a scuola, ti chiamavano col nome di qualcun altro? Sembrava quasi un'offesa alla propria dignità...
In effetti, io avrei/ho la pretesa di essere inconfondibile. Non mi piace essere confusa con altri, o con altro. E' vero, può capitare che il motivo della "confusione" sia io stessa e la mia probabile incapacità di comunicare con sufficiente chiarezza.  A volte sono troppo silenziosa, il mio volto tradisce pensieri di rabbia; altre volte sono fin troppo loquace, svelo forse troppo direttamente i miei pensieri al punto che vengo fraintesa.  A volte temo, invece, che le parole di altri mi facciano soffrire. Più spesso temo i silenzi.

Credo che debbo imparare la formula del q.b. (=quanto basta) ... e non è cosa da poco!

Eppure, l'amicizia è un cruccio di questi giorni, non so perchè. Non più  tardi di ieri sera, ad una di quelle simpaticissime riunioni condominiali, si sono incontrate e scontrate tante realtà.  Eppure l'amicizia sorprende. 
A me piace molto leggere la sorpresa negli occhi degli altri. In questo strano tempo, pieno di sfide, è stupefacente credere che qualcuno possa "offrire" amicizia in cambio di un bel "niente". Eppure....
Va fuori dagli schemi.
Ma io, dicevo prima, non voglio essere "confusa" con nessun altro. ^_^ !!!
Fa più male di una sberla in pieno viso, tendere la mano e ricevere rigidità o, peggio ancora, indifferenza. E' un rischio. Ma sono sicura che sia necessario provare, provare e riprovare.
Ne vale davvero la pena. 
In un moto di passione viscerale, un paio di giorni fa, dicevo a qualcuno che è stupendo poter scambiare un sana e buona chiacchiera però penso sia "buono" ascoltare. Quanto bisogno di ascolto, incontro spesso... E' importante ascoltare. Tutti, Tutto. Ma mi rendo anche conto che l'ascolto richiede la capacità da parte di chi parla, di farlo. Invece si ha paura di aprirsi, di condividere emozioni, perchè ci si espone a una certa vulnerabilità.  Ma, un amico, non considera le tue difficoltà come debolezze, o viceversa, anzi, da' a questi un grande valore. E le colloca dentro ciò che tu sei. 


Grazie, Maria, dei tuoi grazie.  Anche i grazie sono importanti. =)))) !!!  - seppure a me non piacciano moltissimo anzi mi fanno arrossire-  mi aiutano a comprendere che, dove mi è permesso, in punta di piedi, posso portare il calore di un piccolo raggio di sole. 





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