martedì 13 settembre 2011

Carta fedeltà - « doxa to Theo pantôn eneke »

Nella mia vita non ho mai conosciuto nemmeno una persona che sia stata esente dal dolore.

 - Dopo questa frase lapidaria farei meglio a non continuare.... -

Penso che ciascuno di noi prima o poi debba "separarsi" da qualcun altro o anche da una parte di se' stesso. E' indispensabile per crescere, ad esempio. E' importante per acquisire una propria identità. E' anche doloroso. Forse, è una di quelle "porte strette" che traghettano da un posto all'altro ma che o le attraversi a costo di graffiarti un po'  o resti intrappolato nella stanza precedente, non vai avanti.

E' ormai una quasi leggenda metropolitana, da quanto risuona nella mia mente, che sono giorni strani.
Si, perchè credo - quel credere di "titubanza" che tende all'affermazione- che più una cosa te la racconti, e più la rendi "amica", al punto che ti disturba sempre un po' meno. Cerco di autoconvincermene, così da rendere meno pesante il necessario passare del tempo obbligatorio che "sana le ferite", come dice il buon vecchio detto.
Un'amica, una cara amica, ieri sera mi scriveva al cellulare :"spesso fare delle scelte costa". Io aggiungo che il prezzo delle scelte è direttamente proporzionale alla volontà con cui le si sceglie: se è una scelta "scelta" , allora ok -in vena di proverbi "mal che si vuole ( o bene che si vuole ) non duole"- ma quando invece non è proprio una scelta ma un obbligo, allora... quale sarà il suo prezzo? !

Nel condominio davanti al mio qualcuno ha un gatto. Questo gatto, anzi una gatta per la precisione, è quasi "nostra": almeno due delle famiglie che abitano qui offrono spesso a Tilly un pasto gratis. E, si sa, i gatti - ma non solo-  sono dei veri e propri "opportunisti".

Finchè scrivo mi viene da riflettere sull'ultima frase... chiusa parentesi.

Così, ogni volta che sente il rumore delle chiavi e sa benissimo se scendi o se sali, lei arriva quasi di corsa, pensando di ottenere un po' di leccornie.
A me piacciono molto gli animali ma,strategicamente, evito di cibare Tilly; trovo non sia simpatico essere "usati" ...

Ho letto però da qualche parte, non ricordo esattamente dove,  che il pelo di gatto - esclusi i soggetti allergici - o forse il gatto stesso, sia un efficace antistress; tale articolo spiegava che il connubio tra il movimento del carezzare il manto felino e speciali proprietà del felino stesso, sia in grado di captare e allontanare il nervosismo.

Da qualche giorno, Tilly mi si avvicina; strofina il suo musetto e tutto il suo corpo alle gambe, chiede di essere coccolata.. in cambio solo di coccole.
Quando arrivo e lei c'è, i nostri sguardi si incrociano a mo' di intesa,  poi mi abbasso flettendo le ginocchia e dopo un "miao" lei  arriva, annusa la mia mano, la borsa, mi gira intorno, si strofina e poi si lascia accarezzare. E io la accarezzo, in silenzio.

Do uno sguardo alle Scritture di oggi e leggo Paolo che spiega a Timoteo come deve essere un buon "ministro".
Figlio mio, questa parola è degna di fede: se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall'orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio.
Allo stesso modo i diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell'uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. Allo stesso modo le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie. Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.
E mi chiedo se sarò anch'io così... esercitare bene il proprio ministero, è questo che mi chiede per essere felice:  dove IO sono, in questo momento, qui ed ora. Segue: " le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto"... un po' come quando, alla cassa del supermercato mi chiedono :"Scusi, la carta fedeltà?" .... (adesso che ci penso, anche la cassa è in un passaggio stretto....!!)

Penso che ogni volta che vivo una piccola "morte" - ed ogni cambiamento lo è - anche quando apparentemente sembra difficile da accettare, devo imparare a dire "Ragazza, dico a te, alzati!"; chè Lui mi invita a "Non piangere!", perchè la mia vita è nelle Sue mani.

Resto in cammino, Signore, davanti a me c'è ancora strada da percorrere.  Come Giovanni "bocca d'oro", di cui oggi è memoria, possa io dire sempre « doxa to Theo pantôn eneke ».














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