lunedì 24 ottobre 2011

Gobba e stoppino....

Senti... ma ... a te è mai venuto il mal di schiena ? E il torcicollo? ...
Lo so, è questione di calendario, come direbbero i miei cari amici di Hablahispana....
Ora che provo questo nuovo cuscino, forse, andrà un po' meglio o, almeno spero: mica è  tanto piacevole farsi qualche chilometro di bici senza la mia consueta agilità ( e qui qualcuno inizierebbe a scrosciare dal ridere...).
Non si riesce a guardare indietro... se poi ci aggiungi il frescolino di questi giorni, grazie al quale le prime pedalate le faccio tutta contratta, rischio la vita ogni mattina...
Accidenti, meno male che non è una condizione stabile...
e mi viene in mente la donna della lettura odierna. Diciotto anni (tantissimi!) tutta su un mucchietto senza riuscire a conquistare la posizione eretta. Questo stare nella vita "con la gobba" le impedisce di guardare in faccia il sorriso delle persone e condividerlo; le impedisce di alzare lo sguardo per vedere oltre i suoi piedi... le impedisce di erigersi quale persona, crescere, alzarsi, progredire.
Come altre volte, credo che non si tratta solo di posizione fisica.  Anzi. Il peso, la gobba, se la porta dentro...

Matteo torna oggi da scuola con un ponfo sotto l'occhio destro: un suo compagno gli ha lanciato uno stoppino.  Vuole fargliela "pagare" a Salvatore (si chiama così... sigh) . Mi dice che domani vuole portare la pistola ad aria compressa a scuola.... 

Che fatica spiegargli che, solitamente, la difesa dev'essere proporzionale all'offesa subita...
Anzi, poi mi riprendo dal torpore e asserisco che proprio non deve passare dalla parte del torto. Avrà capito?  Non mi è dato di saperlo... E' in quell'età che non è uomo ne' bambino... tredic'anni sono pochi ma neanche tanto... e tutti sti chuck norris, criminal minds, ma anche dragonball.... uff... tutte piccole gobbe - cattivi pensieri, violenze - che piegano le nostro schiene verso il basso...

Un po' come i video su Gheddafi... ma questa è un'altra storia....


Sempre più convinta di aver sbagliato tutto - ero fermamente certa di conoscere il genere maschile, essendo cresciuta tra uomini (padre e tre fratelli maggiori) - ora posso dire che è soltanto avendo un figlio maschio che riesci ad entrare anzi, per meglio dire  ad affacciarti appena, all'universo "uomini" :  hanno i loro propri schemi mentali, le loro regole scritte e non scritte.... ma ugualmente importanti.

Come pensare che, se non è il giorno giusto, Iddio non può "ri-fare"/"aggiustare" ciò che lui stesso ha creato ? 

Ecco che Gesù sconvolge i miei piccoli e limitati "schemi" :  li sorprende, li ribalta, li ricolora di tinte nuove.

E mi chiede di non mollare:  mi dice "Vai avanti anche quando sembra che intorno sia tutto al rovescio, segui  la mia parola, tenta di mettere in pratica i miei consigli e , vedrai, le cose andranno meglio, prima o poi".  Secondo questa vocina, allora, non devo rassegnarmi alla durezza di cuore di MAtteo ma continuare a dirgli che si può fare in un altro modo, rispetto a quello che tutti gli altri si aspetterebbero.

It's a hard work to do... ma lo devo a me stessa e al mondo intero (ma va!, un po' meno ....)

Buona serata  !   ^_^ !!!

p.s. : se hai voglia, questo è il Vangelo a cui mi riferisco :
Lc 13,10-17
Questa figlia di Abramo non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?
.Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C'era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute
Posta un commento