lunedì 7 novembre 2011

Dopo un'accesa discussione ieri sera a cena,
dalla cucina, intenta a lavare le stoviglie, sento Matteo pronunciare in camera, con voce rotta dal pianto :
"Gesù ha detto : "Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: Sràdicati e vai a piantarti nel mare, ed esso vi obbedirebbe" e io dovrei crederci?".

E' capitato. Prima o poi doveva succedere.

Avevamo iniziato il dialogo a tavola, con Sara, la più grande, parlando di alcune nostre care conoscenze e della frequentazione della messa domenicale. Ho fatto un test, le ho soltanto chiesto cosa fosse per lei la messa la domenica. E' stato bello, perchè, avevo premesso che l'unica cosa che le chiedevo era la sincerità, di rispondere quello che sentiva, non quello che io avrei voluto sentire. Ormai ha diciott'anni, è piacevole parlare di certi argomenti con lei e so di poter contare sulla sua sincerità anche se potrei restarne in qualche modo ferita. In fin dei conti, noi, abbiamo sempre parlato molto.

MAtteo è diverso, ed  è giusto che sia così. Ognuno ha i suoi tempi; ognuno deve percorrere la propria strada, nella speranza che, durante il percorso, si accorga di un Incontro Speciale. Un Incontro che può solo fare lui, nessun altro al suo posto, pur dispiacendomi, come mamma.

Mi fa sorridere che, oggi, leggendo le Scritture, io trovi proprio quella pronunciata ieri da MAtteo.

Anche se, in un primo momento, mi ha colpito altro, delle stesse.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: Sono pentito, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: Sràdicati e vai a piantarti nel mare, ed esso vi obbedirebbe».
 
Credo che per quanto io senta di avere fede, non dev'esserci giorno in cui io non chieda al Signore di accrescerla in me. Non tanto per la possibilità di compiere chissà quali prodigi...  piuttosto per avere la capacità di donare il perdono, di per-donare, come Lui suggerisce.
Ci sono rammarichi che rimangono piantati nell'intimo. Ci sono situazioni che, ora, restano irrimediabili perchè, ormai "la porta è chiusa", non vi è più tempo di perdonare, ne' di chiedere scusa.
 
Oggi, chiedo questo al mio Signore, che liberi il mio cuore dalle bende che spesso lo trattengono e lo renda più "libero" di perdonare e, anche, di chiedere scusa pentendomi sinceramente, senza aspettare di non averne più il tempo.
 




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