mercoledì 30 maggio 2012

Prigionia e Libertà.




Ognuno di noi, ognuno, sfido chiunque, vive nella propria vita delle piccole prigioni, a volte scelte da noi stessi, a volte imposte dal destino.  
Già.... il destino....
Non si puo correre via, fuggire sempre dalle proprie cose... dalle situazioni... 
Lo so, si vorrebbe, a volte, molto piu spesso di quanto non si desideri.... ma non si può.

La nostra grandezza, forse, sta proprio nell'accettarle, affrontarle e in qualche modo imparare a conoscerle ed infine, magari, arrivare ad amarle. Perchè sono queste stesse piccole "celle" di un metro per un metro a renderci quello che siamo, nel bene e nel male. 
Sembra un paradosso... eppure...
L'essere donna... quante volte ho guardato ai miei fratelli maschi ed ho desiderato esserlo pure io, per mancanza di riferimenti femminili, per mille altri motivi e poi, d'un tratto mi ritrovavo innamorata per la prima volta ed ecco che la femminilità sbocciava anche per me; i sospiri, i sogni ad occhi aperti, i pensieri romantici, il batticuore...
L'essere madre... quante volte in gioventù rifiutavo l'idea di avere dei figli...ed ecco che, a ventun anni, una vita sbocciava in me, cambiando per sempre la mia stessa vita, proprio io che di famiglia non avrei voluto mai sentirne parlare - forse per come avevo vissuto quella d'origine....
L'essere lavoratrice... come poter conciliare la famiglia e il lavoro senza che l'uno o l'altro ne rimanessero penalizzati. Eppure, piano piano, si raggiungono e si riconquistano ogni giorno quegli equilibri necessari per poter restare "in piedi", su quella corda ben tesa che il vento scuote ma non spezza....
Ci sono momenti nella vita che non offrono alternative; mancano le scorciatoie, gli incroci, i percorsi paralleli... a volte non si hanno nemmeno le mappe dell'itinerario...
Cosa posso fare ?  come affrontare la Vita senza restarne spiacevolmente e, frontalmente, travolta?
Anche qui, di strade ce ne sarebbero più d'una. Ma solo un modo può rendere la Vita degna di essere vissuta :  imparare a crescere. E farlo piano piano. Lentamente. A poco a poco. 
Lo so, queste ultime sono parole che cozzano contro la realtà e la dinamica del quotidiano.
Ma io non voglio essere "normale" in questo mondo in cui nulla è "normale" o "giusto" per l'uomo in generale. 
E non posso, non devo cedere alla tentazione di voler chiamare "libertà" "il fare-ciò-che-voglio-nonostante-tutto/nonostante-il-mio-status". 
Perchè la tentazione è GRANDE.  Ma io sono forte. O almeno... ci provo!!! 

C'è una parte delle Letture di oggi che mi resta appollaiata nel cuore. E' della Prima Lettera di S. Pietro Apostolo e dice così :
(...) Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. 
L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno.
E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato.

E' solo mercoledi...   ^_^ !
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