"Sono io che parlo con te.".
Mi prendo i miei tempi e,da un po,non scrivo.
Ma i tempi miei non sono esattamente la pausa ricreativa che immagini quando pronunci quella frase.
È piuttosto un "non tempo" di frenesia continua; c'è sempre altro da fare.
Anche se ho, da sempre, considerato lo scrivere un atto taumaturgico, non riesco a farlo se non sono in un momento buono.
Il buon momento,al momento, non riesco a trovarlo, per mille motivi.
Cosi, a volte mi affaccio a questa finestra, come le pochissime volte in cui mi guardo allo specchio, molto di rado ma,per ora, va bene cosi.
Quale sete abita il mio cuore? Quanta sete...
Il cammino fino al prossimo pozzo da dove attingere un po di acqua fresca, sembra interminabile. Mi sento proprio come nel mezzogiorno di fuoco, nel deserto.
Passerà, si. Passerà.
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