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domenica 31 agosto 2014

Lievi domande, tanto per scacciare l'anestesia di pensiero.

Mentre scrivo,qui, dal salotto, le tende si gonfiano di vento e si muovono come una vela che vorrebbe trascinare la barca, chissà per quali navigazioni. 
Invece queste tende restano "a terra", legate dal bastone che le tiene su.... supermetafora ? mah...!

Lo sguardo mi si posa a destra: Etichette, Pianificazione, Link, Ubicazione... sembra una mappa, sembra un'istantanea di una giornata qualunque, mentre è solo la colonna degli strumenti di blogger.
Altra "supermetafora" ? Bo...

Ti capita mai di sentire che appartieni ad un'altra epoca? ad un altro momento storico?
Ti capita mai di sentirti fuori tempo/fuorispazio ?
Ti capita mai di porti mille domande?
Ti capita mai di incrociare una come me, così rompiballe, che ti tortura con tutti sti pensieri?

Se ad almeno una di queste domande la risposta è "No, non mi è mai capitato", allora io e te stiamo vivendo in due mondi relativi ad universi paralleli, pertanto non ci capiremo mai, ed è meglio che la tua lettura qui si fermi, perchè abbiamo troppo poco da condividere.

Io credo nell'Amicizia, quella vera, quella che non serve essere sempre li, quella che passa attraverso il wifi del cuore e di cui ne percepisci il segnale anche tra mille ostacoli.
Io credo nella Semplicità che rende un fiore unico, il sole sempre diverso ogni giorno, una foglia quasi più veloce del mio pensiero, un colore il più allegro momento dei più tristi.
Credo anche che il mondo, nonostante tutto abbia bisogno di persone che, più di trovar sempre giustificazioni ai giudizi altrui, cerchino di combattere e progredire nei difetti propri; più che usare finta psicologia per andare a finire tutto "a tarallucci e vino", stringano rapporti umani, anzi, ancor di più, più umani ancora. 
Chè più di tante belle parole come potrebbero essere queste che leggi, l'esistenza sia corollata da bei momenti- non necessariamente tanti, quelli che serve- a testimoniare la bellezza della vita, non a scriverla e smentirla ogni volta che qualcuno ti incontra, mentre vivi.

E questi miei "credo"non sono un condizionale. Mi ci gioco l'esistenza.

E credo che,ogni volta che mi rendo conto di tradire queste mie convinzioni, sia un po' come rinascere. 
Già, rinascere, ma non senza, prima, essere morti; giacchè, prima di ogni nuova vita, prima di ogni inizio successivo, prima di ogni "risurrezione", c'è una piccola (o grande) morte.

E' questo, quello che mi dice oggi, ad esempio, il Vangelo.
Pietro, scusa sai, ma non ci può essere Risurrezione senza morte. E' un fatto addirittura, se vuoi, logico e cronologico. 
Lo so, è vero, in questo aspetto siamo uguali io e te, vorremmo sempre anticipare i tempi.
E Lui lo sa, sai... lo sa che è solo una questione di Amore, la tua. A volte la mia.
Perchè, fortunatamente, legge dentro ai cuori, anche al tuo.Anche al mio.
Lo sa che lo ami talmente tanto che vorresti evitargli la Croce. Tanta Gloria, niente sofferenza.
Eh già... anestesia. Parziale o totale, non ha importanza. 
Succede così anche coi figli. Per questo, anni addietro, ma anche ora ogni tanto lo ricordo ai miei figli, mi sono inventata una specie di leggenda che vuole che una donna, una volta mamma, dopo aver partorito, sviluppa un senso in più: vede sempre (sempre ??!!) un po' più in là, e protegge. Solo che, a volte (a volte??!!) questo senso di protezione, impedisce di fare esperienza. E di crescere. Perchè di questo si tratta, nella Vita, di crescere. 
E di imparare dagli errori, tentando di farne i necessari... possibilmente non uno in più  ;-) (mission impossible!)

Comunque, nonostante tutto, a dispetto di ogni cosa ( e per ogni cosa intendo tempo meteo, incidenti vari, ricoveri ospedalieri non programmati, impegni improvvisi, ecc, ecc. ) anche questa 2014 è stata un'estate (pausa ricerca aggettivo opportuno...) particolare. In ogni caso, un'estate che non si ripeterà più, perchè ogni tempo che passa, non torna.

Tanto per sorridere un po' ho aggiunto oggi alla mia TimeLine di Facebook un avvenimento importante: La cugina delle Leggi di Murphy : la Legge di Gumperson. Non aggiungo altro....

Buon Settembreeeee !!!!!!!! 

domenica 26 gennaio 2014

Problemi con Domande e Risposte? Anch'io ;-) ! Suonerie et al.

"(...)  perché non venga resa vana la croce di Cristo."

Destesto, ma mi piace - isteria  pura - il fatto che, almeno per quel che mi riguarda,nella mia vita, le risposte che ho dato ad alcune domande siano state, siano e saranno, giuste o sbagliate, non solo determinanti della mia identità ma anche della qualità della persona che sono.
Come diretta conseguenza sta quella coerenza o meno riguardo ai miei "modelli", "stili di vita", modo di intendere l'esistenza, o come cavolo vorresti chiamare tu, tutte le tue convinzioni.
Uno ti incontra, per esempio, per strada e ti chiede un'indicazione stradale e tu, o ti intimorisci ed allunghi il passo, sperando che  trovi qualcun altro, o ti fermi, cerchi lo sguardo di chi ti sta interpellando, e fai de tuo meglio per spiegare la strada... è un esempio banalissimo ma calzante - quasi alla perfezione - a qualsiasi altra situazione di risposta.
Questa scenetta, però, pone altre domande.
Ad esempio: uno non va mica in giro per il mondo a parlare ad alta voce con se' stesso, delle vie della propria città, o no? Dev'esserci "qualcuno" che ti ferma per strada. E ti chiede qualcosa.

O_o !

(momento di silenzio... urlante).

E tu rispondi.
Come rispondi?
Si chiama "Principio dell'Impossibile Neutralità", ovvero: qualsiasi sia la tua risposta, è una scelta che influisce la conseguenza.  Due le possibilità:
1. Allunghi il passo per allontanarti: quel "povero" dovrà cercare e trovare qualcun altro.
    E se non lo trova?
   Affari suoi, no? ... cosa te ne può importare, se te ne sei appena andata?
   E se trova uno che non è di questa città ?
   E se trova uno che ne approfitta della sua necessità, lo porta in un vicoletto e lo deruba?
2. Ti fermi. Rischi ? certo. In questo momento c'è d'aver paura a fermarsi con sconosciuti
    (mentre  mi rileggo mi correggo e penso che c'è d'aver paura a "fermarsi", punto ) .
     Ma, siccome pensi che anche tu, a volte, ti perdi e desidereresti qualcuno/qualcosa da cui trarre   un'indicazione, be' ... ti avvicini, tendi l'orecchio e gli occhi. E, se puoi, se sai, indichi la strada.
 
Allora vedo che, nella mia vita quotidiana, le risposte agli atteggiamenti, a domande, a volte a provocazioni, implicano quale sia la Relazione che ho con l'altro, ma anche con l'Altro.
 
I miei comportamenti, rendono vana o gloriosa quella Croce. Si, quella di cui sopra, di cui, oggi, s. Paolo ci racconta nella seconda lettura.
 
Cosa dire, poi, del rispondere ad una chiamata...
 
Perché quando il Signore passa, non passa e basta. Anche quando potrebbe tranquillamente farlo, visto che è Dio stesso.
Ma no, è "cocciuto"; crede in me, in te, in noi tutti. E prova a chiamare, senza imporre.
Avrebbe potuto tranquillamente, anzi, forse, volentieri farne a meno di chiamare qualcun altro.
Non poteva arrangiarsi, visto che è Onnipotente?
No, non poteva.
Se fosse passato per Cafarnao, così, come qualsiasi altro turista?
Guardo questo, quello, assaggio il cibo, saluto chi incrocio, riempio gli occhi di colori, godo del lago, chissà che caldo che sarà stato... Stop. Finita lì. Ah si? No.
Ha rotto il silenzio, ha rotto le scatole e la comoda quotidianità di alcune persone che stavano lavorando. HA CHIESTO.
 
Per quanta luce ci sia, la più folgorante, se non hai occhi, non vedi.
Per quanta musica adorabile si estenda, se non hai orecchie, non senti.
Per quanto amore ti venga donato, se non hai un cuore pronto ad accoglierlo, non ami.
 
Ecco perché questa riflessione su Domande e Risposte.
Lui avrebbe potuto anche passare solo di lì.
Invece, ha rivolto la Parola ad altre persone. Ha avuto bisogno di farlo, di risposte.
Loro avrebbero potuto mandarlo a quel paese o non rispondere. Invece hanno risposto.
Già da lì non hanno "reso vana la Croce", che ancora doveva venire...
 
Ecco perché devo imparare a porre le domande. A Chiedere. A uscire allo scoperto, qui, ora, nel mio mondo.
E' importante anche che io impari a tentare di dare un accenno di risposta, a chi a me chiede.
Altrimenti nulla ha più senso, nella mia cristianità.
 
Cambiamo le suonerie, per queste chiamate! Cambiamo musica !
 
Insieme, a cominciare da me.
 
Buona domenica della "chiamata".






VANGELO (Mt 4,12-23)
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.




+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.






 

venerdì 27 maggio 2011

Era da tantissimo tempo, anni, che non ne vedevo una.
Che spettacolo, ieri sera!
Uno di quei "momenti magici" che ti colgono di sorpresa.
La foto non è mia, ma rende l'idea... purtroppo non aspettandomelo, non avevo con me  la macchina fotografica, tantomeno il cellulare...
Quanti regali, quanti doni passano inosservati, senza che ce ne accorgiamo.  Sono giorni che mi sorprendo ad ascoltare il canto degli uccellini, delle rane e  del gufo ( o civetta?) la notte. Mi chiedo se gi altri anni, verso l'estate non ci fossero. Mi sembra impossibile accorgemene soltanto ora... eppure...
Alcuni di loro intonano melodie che hanno la forma di "richiamo"; io non me ne intendo molto, non so nemmeno a quale razza appartengano ma mi sono molto simpatici; mi ricordano un po' il fischio che, a suo rientro dal lavoro, papà usava e il mio cuore sussultava di gioia; non vedevo l'ora di vederlo varcare la porta di casa per correre ad abbracciarlo. Papà ...

Il caldo ha vinto ed ora ho tolto anche il copriletto, anzi, spesso, mi ritrovo scoperta (evento rarissimo) .

Ieri ho guardato un po' di "Annozero", beccando giusto il momento dell'intervento telefonico di Celentano. ...
Mi ha provocato molto la sua domanda, riguardo alle scelte di alcune persone che si professano "cristiani", meglio ancora "ciellini". E' un po' di quella coerenza di cui sopra (di cui ho parlato in questi giorni...) e la controtestimonianza.

Viviamo tempi davvero nebbiosi. Non è una mia scoperta, direi quasi una banalità. Io sento di essere circondata da una confusione che ha passato ogni confine, forse anche quello epidermico che separa il mio essere "interiore" e quello esteriore . Una confusione che penetra dentro, non solo alle ossa, come in quei giorni umidi, ma, peggio, arriva a toccare la mia anima e a disturbarla.
E' questo, probilmente, l'intento: evitare che chiunque possa formulare qualsivoglia opinione certa. Ogni cosa, ogni avvenimento è smentito subito dopo. E questo modo, questo stile è permeato anche nei "miei" ambienti, in quei luoghi, cioè, in cui davo per scontato ci fosse una sorta di "protezione", una "sacralità", perchè ritenevo al di sopra.
Invece, siamo al di sotto, me compresa. E non parlo solo degli ultimi, tragici
Stasera torno giù e chiedo a quella piccola lucciola di ieri sera  che insegni anche a me un po' della sua saggezza, del suo silenzio/luce.