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martedì 10 settembre 2013

Silenziosa e lenta...

Ho preso un po' di pioggerellina.
Era tanto tempo che non mi capitava.
Ed è taumaturgica. Io adoro, quando non sono di fretta, camminare sotto la pioggia.
Quasi come se ogni goccia fosse un bacio.
Mi piace.

Al supermercato ci sono già le patate americane...
Vieni, autunno!

Si, me lo sento dentro, questo bisogno di altro.
Come quel ruscello, in montagna: mentre Matteo e Luca tentavano di accendere un piccolo fuocherello, ci appoggiavo la foglia e cercavo di seguirla con lo sguardo...ma non ci riuscivo... l'acqua la portava lontano, chiassosa ma veloce.

Ed io, invece, silenziosa e lenta. Rivolgo gli occhi dentro.

Faccio un tentativo di osservazione senza capirci molto di quel che vedo, troppo frastuono. Troppo chiasso, troppa velocità... Vorrei prendere tra le mani il mio cuore e cullarlo un po', proprio come facevo qualche - qualche?! - anno fa, coi miei figli. E fargli passare il singhiozzo che lo tormenta.
"Prendi un po' d'aria, bevi un po' d'acqua', prendi uno spavento, vedrai che passa..." ....




 

domenica 4 agosto 2013

Ti guardo. E Tu guardi me.

Signore mio,

ho bisogno di scriverti anche se, ai cuori in "comunione" - come il mio e il Tuo (si? ...si!) - non è necessario dirsi nulla: tutto è già conosciuto. Eppure, lo faccio per me; perché so che tornerò su queste righe ed, ogni volta che lo farò, vi troverò un po' di conforto.
Forse nella mia vita,nemmeno tanto corta ma nemmeno cosi lunga, un paio di volte (...solo qualcuna in più...) ho gridato il mio Lemà sabactani!

Nel tentativo di avvicinarmi a Te,poi,qualche anno fa ho persino imparato il Pater in aramaico e,spesso, tuttora, recitandolo così,sento che la mia voce Ti raggiunge,talvolta fastidiosa,talatra impertinente, antipatica... e... Sì ...qualche volta Ti faccio piangere. Di rabbia o di tristezza. Dipende.

Oggi sono a dirti che è difficile trovare le parole giuste che consolino gli altri,in momenti difficili,pesanti,che odorano di morte eterna.
È difficile trovarle anche per i miei stessi momenti di affanno e scoraggiamento.

"Davanti a tanto Dolore posso solo stare in silenzio"- mi sono sentita dire ieri appena ieri notte.

Ed ora che ci ripenso, è la Liturgia della Croce: la medesima pedagogia.

Sottovoce, per non rompere questo legittimo Silenzio, Signore, sussurro piano piano il mio grazie,nonostante tutto.

Ed ai piedi della Croce, in silenzio urlante, io ti guardo.
E Tu guardi me.

venerdì 18 gennaio 2013

Tempo per perdonare



Avete sentito? a me pare meravigliosa... Thomas Newman proviene da una famiglia di talenti a dir poco unici. Sarà tutta questione di DNA ?

Musica a parte, due giorni fa ho scoperto che qualcuno mi ha aggiunta nel proprio blogroll nella classifica "santi".
La cosa mi fa sorridere, non poco...
proprio io... proprio a me... - ogni volta che pronuncio queste due frasi si apre un universo parallelo- che, ultimamente vorrei cambiare nome al mio blog per "Cuore inquieto"... ma non lo farò mai...

Un susseguirsi di pensieri, idee, sogni, sogni cattivi e fantasmi, come il titolo di questa melodia, fanno sobbalzare umore e voce.

Già... umore e voce...

Ma quanto è difficile il perdono?
Poi uno pensa "c'è perdono e perdono"...
Ma c'è anche Amore e amore? no... almeno non per me ... Amore è Amore e basta. Sul serio?
 
Mi è capitato di arrabbiarmi con qualcuno, di discutere, di azzuffarmi a parole. Poi cosa resta? quel senso di amaro, di vuoto, di scoramento, di tensione negativa che, dentro al cuore, lavora.
 
Mi è capitato di alzare la voce, di reclamare uno spazio pretendendo sia mio, di esigere una piccola o grande oasi di pace sogghignando... e tutto questo, dentro al cuore, lavora.

Mi è capitato di soffrire in silenzio ... e tutto questo, dentro al cuore, lavora.

Nel Vangelo di oggi, incontro queste parole, che mi  riempiono il cuore di speranza.
 
(...) E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”?Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
 
Credo che il perdono sia un atto che ci divinizza, come l'Amicizia.
Quando perdono - e forse, molto piu, quando vengo perdonata - sento una guarigione. Come se ridonassi nuova luce, nuovo smalto, nuova dignità. Mi è capitato di sperimentarlo molto di recente.
 
Mi piacerebbe avere ancora il tempo per perdonare, ma, ci sono occasioni perse e , a volte, il tempo non c'è più.
 
Chiedere oggi una seconda opportunità è impossibile.
Posso solo pregare che un giorno, in un'altra Vita, possa finalmente godere e donare di quell'abbraccio.
Per il tempo che, invece, resta a tutti noi "fino ad esaurimento" mi piacerebbe pensare che, ognuno con la propria barella, a volte leggera, spesso pesantissima, si possa percorrere il pezzo di strada che ancora è davanti a noi un po' più sereni.

http://www.youtube.com/watch?v=SAp7cszIt-4


 

lunedì 26 marzo 2012




Voglio iniziare questa settimana dolcemente, considerando che sarà abbastanza impegnativa. Saranno un po' di giorni di silenzio, accompagnati da qualche sprazzo di melodia.

A me, questa, oggi,  è sembrata stupenda. Magari domani no. Ma non importa, per ora.

Buona settimana a tutti.